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sabato 23 gennaio 2021 | ore 18:13

Violenze domestiche: sostegno ai figli

Proteggere e supportare i minori vittime di 'violenza assistita' e gli orfani di femminicidio costituisce una priorità di Regione Lombardia.
Territorio - Violenze domestiche (Foto internet)

Proteggere e supportare i minori vittime di 'violenza assistita' e gli orfani di femminicidio costituisce una priorità di Regione Lombardia ed è uno degli assi strategici del Piano Quadriennale per le politiche di parità, di prevenzione e di contrasto alla violenza conto le donne 2020/2023. Ne hanno parlato, in un incontro alla Prefettura di Milano e in videoconferenza, 'Il sostegno pubblico alle vittime di reati violenti', l'assessore regionale alla Famiglia, Genitorialità e Pari Opportunità Silvia Piani, il Prefetto di Milano Renato Saccone, il Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e intenzionali violenti Raffaele Cannizzaro, insieme ai rappresentanti delle Forze dell'ordine e dei Centri Antiviolenza. "Dal 2013 ad oggi - ha specificato l'assessore Piani - ci stiamo approcciando a questo tema in maniera sistematica, ossia partendo da una puntuale analisi del fenomeno, per arrivare alla definizione di assi strategici che aderiscano ai bisogni reali di tutte le vittime di violenza domestica: le donne, ma anche chi assiste o ne subisce la perdita, ossia i figli minori, o maggiorenni della vittima". "Oggi che - ha aggiunto Piani - la presenza sul territorio dei centri antiviolenza, che costituiscono la diramazione operativa di Regione Lombardia nel contrasto alla violenza di genere, è ormai capillare possiamo concentrarci su ulteriori aspetti nella lotta a questo odioso fenomeno. Per questo abbiamo messo in campo un fondo sperimentale per accompagnare nella difficile strada della vita, gli orfani di femminicidio". Stando ai dati forniti da un recente report di Polis Lombardia ('Le invisibili'), il numero di vittime con figli, nel 2020, è infatti più che raddoppiato (incremento del 102%). Così come è aumentato notevolmente durante il periodo del lockdown il totale dei figli che assistono alle violenze (+85,6%) e leggermente anche il numero di figli che la subiscono direttamente (incremento del 2,6%). L'esposizione alla violenza domestica può essere alla base di una pluralità di disturbi e può richiedere diversi sforzi per gestirli. Per questo è fondamentale mettere in campo fondi per il sostegno assistenziale, medico, scolastico e alla formazione al lavoro. "L'attuazione della misura sperimentale - ha concluso Piani - è stata affidata all'Ats di Brescia che ne ha le competenze, avendo già avviato una sperimentazione relativa a progetti per donne minorenni vittime di violenza e minori vittime di violenza assistita. Per finanziarla, al momento, sono state messe in campo risorse fino a 262.000 euro"

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