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Cento anni fa nacque Karol Wojtyla

Una straordinaria missione religiosa ed umana quella di Giovanni Paolo II, iniziata con poche semplici ma profonde parole: “Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo”.
Sociale - San Giovanni Paolo II alla sua elezione a Papa

Nacque 100 anni fa il Papa che ha cambiato la storia. Un Papa che per quasi tre decenni ha travolto il mondo, portando il suo messaggio in cinque continenti e facendo erigere croci là dove non avrebbero potuto essere erette. Una straordinaria missione religiosa ed umana quella di Giovanni Paolo II, iniziata con poche semplici ma profonde parole: “Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo”.
Karol Josef Wojtyla nacque a Wadowice il 18 maggio 1920, a una cinquantina di chilometri da Cracovia, ma la sua infanzia fu contrassegnata dalla prematura perdita della madre, lasciando nel cuore del piccolo Lolek, di appena 9 anni, un vuoto incolmabile. Nel settembre 1939, quando era un giovane universitario, bello e amante della poesia e del teatro, l'invasione nazista colpì come una devastante tragedia la sua vita e quella della sua gente. Le dure esperienze di quegli anni, durante le quali lavorò come operaio, lo condussero alla scelta di entrare in seminario e di intraprendere gli studi di teologia. Ordinato sacerdote nel 1946, mostrò da subito la sua grande capacità di dialogare con i giovani e con il popolo, maturando quella devozione mariana che lo accompagnerà per tutta la vita. Era devoto alla Madonna Nera di Czestochowa, legato alla sua terra, alle tradizioni, contemplatore della natura e delle bellezze del creato nelle quali traspariva la luminosa presenza di Dio. Le sue idee decise e sicure, il consenso tra i giovani, l'impegno sociale caratterizzarono le sue nomine a vescovo e poi arcivescovo di Cracovia nel 1964, per essere poi creato cardinale nel 1967 da Paolo VI. Dopo la morte dei due Papi Paolo VI e Giovanni Paolo I, nel 1978, il Conclave guardò a lui come al futuro successore di Pietro. E fu così che per Wojtyla, Giovanni Paolo II, ad appena 58 anni, iniziò un nuovo cammino sulle strade del mondo. Fu emozionante quel primo discorso del 16 ottobre dal balcone di San Pietro: “...non so se posso spiegarmi nella vostra...la nostra lingua italiana. Se mi sbaglio, mi corriggerete”.
Il compito del nuovo Papa fu quello di introdurre la Chiesa nel terzo millennio, confluito nel momento grandioso dell'apertura della Porta santa della Basilica di San Pietro, nella notte di Natale del 1999. Un pontificato il suo, espresso così bene da Papa Francesco, oggi, 18 maggio, nell'omelia durante la Messa celebrata nella Basilica di San Pietro, nella Cappella davanti alla sua tomba: “I tre tratti che hanno caratterizzato Giovanni Paolo II: la preghiera, la vicinanza al popolo e l'amore per la giustizia. San Giovanni Paolo II era un uomo di Dio perché pregava tanto: tanto tempo di preghiera. Sapeva che il primo compito del vescovo è pregare. Il secondo tratto: era un uomo di vicinanza al popolo e ha girato il mondo intero per cercare il suo popolo. E la vicinanza è uno dei tratti di Dio: Dio è vicino al popolo. Una vicinanza che si fa forte in Gesù...Giovanni Paolo II ci ha dato l'esempio di questa vicinanza: ai grandi e ai piccoli, ai vicini e ai lontani...Poi era un uomo che voleva la giustizia: la giustizia dei popoli, quella che caccia le guerre, ma una giustizia piena e per questo parlava di misericordia: perché non c'è giustizia senza misericordia. Ha fatto tanto perché la gente capisse la Divina Misericordia, in particolare con la devozione a Santa Faustina...”.
Ripensando alle immagini dei suoi 26 anni di pontificato, come non ricordare i momenti più significativi, mentre in mezzo alla folla abbraccia i bambini o i malati, inginocchiato sulla terra delle numerose nazioni che lo hanno visto pellegrino per il mondo, sorridente in mezzo alla natura delle sue amate montagne, gioioso ed esultante con i giovani nelle tante Giornate Mondiali della Gioventù, nelle quali li esortava a non avere paura... Ed ancora, prostrato davanti alle immagini della Vergine Maria: “Totus tuuus”. La Madonna, che lo salverà durante l'attentato che subirà nel 1981, in un momento che lo legherà alla profezia del terzo segreto di Fatima. Come dimenticare le istantanee degli ultimi anni della sua malattia, che lo ritraggono fragile e sofferente, aggrappato alla croce pastorale, ma comunque sorretto dalla forza immensa della fede... E quelle di tutta la folla, tra cui tantissimi i giovani, in piazza San Pietro, in lacrime nella sera del 2 aprile 2005, quando viene annunciato che il Papa è tornato alla casa del Padre. Un dolore, quello per la sua morte, che attraverserà tutto il mondo confluendo nel momento solenne dei suoi funerali quando, davanti alla bara con il Vangelo sfogliato dal vento, si eleverà un grido accorato e unanime: “Santo subito...!!”.

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