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martedì 05 luglio 2022 | ore 21:33

Madrid 2010: una notte da campioni

Uno speciale sulla finalissima tra Bayern Monaco e Inter
Sport/Champions - I tifosi nerazzurri alla Pinetina

Sale l'attesa per la finale di Champions League, in programma sabato (22 maggio ndr) a Madrid e che vedrà di fronte l'Inter di Mourinho e il Bayern Monaco di Van Gaal. Aspettando il fischio d'inizio abbiamo voluto avvicinarci a questo straordinario evento sportivo con uno speciale, dove raccogliamo curiosità, aneddoti e storie legate alle due rivali, ai suoi giocatori simbolo e, ovviamente, ai tecnici. All'interno, però, troverete anche racconti di personaggi che abitano nel territorio e che hanno vissuto l'emozione di lavorare in un grande club, di sedersi in panchina partecipando alle varie competizioni, sia a livello nazionale che europeo e mondiale (seguite l'intervista al turbighese Camillo Cedrati), così come le opinioni di alcuni appassionati e tifosi di calcio raccolte, nella nostra zona, pochi giorni prima della gara.
INIZIAMO, QUINDI, IL NOSTRO VIAGGIO, CONOSCENDO LE DUE FORMAZIONI:
INTER - Erano 38 anni che l’Inter non arrivava in finale di Champions League, e già questo sarebbe abbastanza per rendere leggendaria la stagione. Ma c’è modo e modo di fare la storia: i nerazzurri, dopo gli affanni del girone eliminatorio, hanno sconfitto i futuri campioni d’Inghilterra del Chelsea, si sono sbarazzati del modesto Cska Mosca con due 1-0 ed hanno eliminato il Barcellona stellare di Messi. Le partite contro i blaugrana, specialmente l’andata, sono state la definitiva affermazione di un gruppo che in Europa aveva sempre faticato: è cambiata la mentalità e l’approccio alle gare ed il grande mercato della scorsa estate ha portato i giocatori giusti per il salto di qualità, come Lucio, Sneijder ed Eto’o e il principe Milito, uomini che hanno fatto la differenza.
BAYERN MONACO - La stagione del Bayern Monaco è spaccata in due da una partita, quella contro la Juventus dell’8 dicembre. Prima di quella gara la squadra di Van Gaal era alla ricerca di un’anima, invischiata nella lotta per i primi quattro posti del campionato tedesco e con la concreta possibilità di essere eliminato nella fase a gironi della Champions. Insomma, si era vicini al disastro totale, visti anche i problemi di spogliatoio. Ma quella vittoria, quel 1 - 4 a Torino, ha fatto nascere un nuovo Bayern: la squadra, trascinata da Robben, ha cambiato passo arrivando a conquistare la Bundesliga ed eliminando la Fiorentina, il Manchester United ed il Lione per arrivare alla finale di Madrid.
IL REAL DICE 'NO', IN FINALE, PERO', CI VANNO LORO: ROBBEN E SNEIJDER - Doveva essere la stagione del grande rilancio del Real Madrid, e invece... Oltre al danno di ospitare una finale senza potervi partecipare, anche la beffa di vedere due ex in campo: sicuri di non avere rimpianti con Wesley Sneijder e Arjen Robben, in esubero quest’estate e svenduti al primo offerente?
IL GRANDE EX E LA SFIDA AL SUO PASSATO: LUCIO - E parlando di esuberi, anche il Bayern deve mangiarsi le mani: in estate l’Inter si presentò in Baviera per avere informazioni su Van Buyten, ma gli venne offerto un Lucio desideroso di nuove esperienze ed i nerazzurri non ci pensarono due volte. Risultato? É stato uno dei migliori di questa stagione...
E, ORA, VENIAMO AI DUE TECNICI:
MOURINHO (INTER) - L’Italia è un paese che ha un rapporto controverso con Josè Mourinho, molti lo amano ed altrettanti lo odiano, ma quello che non si può discutere è la perfezione tattica raggiunta dall’Inter: davanti al muro nerazzurro si sono schiantate corazzate del calibro di Chelsea e Barcellona, campioni in patria, ma umiliate da Mou. Nessuno sa preparare una partita meglio di lui e nessuno, da noi, ha mai fatto il ‘triplete’: lasciare così lo renderebbe immortale al fianco del Mago Herrera.
VAN GAAL (BAYERN MONACO) - Solo un paio di anni fa, sembrava che la gloriosa carriera di Louis Van Gaal fosse già arrivata al capolinea: dopo l’esonero dal Barcellona nel 2003, il tecnico olandese si accasò all’AZ Alkmaar, l’ultima squadra in cui aveva giocato. In 4 anni, portò questo piccolo club al titolo olandese e si rilanciò come allenatore. Passato quest’estate al Bayern, è subito diventato campione di Germania ed ha ancora due finali per scrivere il suo nome nella leggenda del club bavarese.

VENT'ANNI DI PANCHINE E PARTITE: LA STORIA DEL TURBIGHESE CEDRATI
Ci sono le foto con il ‘Trap’ e la Coppa Uefa, con Zenga, Bergomi e tutta la squadra. Quelle dei momenti trascorsi in panchina, a gioire per un gol o ad arrabbiarsi per un’azione sbagliata. Alcune sono appese al muro, altre, invece, sono custodite in un album, correlate dai ritagli di giornale. Manca poco più di una settimana alla finalissima di Champions League tra l’Inter e il Bayern Monaco quando Camillo Cedrati che, per oltre venti, è stato uno dei pilastri del club di Milano, ci accoglie nella sua abitazione alla periferia di Turbigo. Seduti nel salotto ci racconta prima la sua storia, il suo passato trascorso all’interno del Consiglio di Amministrazione e come dirigente accompagnatore, per poi guardare più da vicino l’appuntamento del Santiago Bernabeu di Madrid. Molti anni nell’Inter, in panchina, accanto ad allenatori e calciatori: chissà quanti aneddoti, quanti campioni e mister ha conosciuto? “Sono stati anni di grandi emozioni che non dimenticherò mai - dice - Ognuno ha qualcosa di particolare. Ricordo ancora le prime trasferte che si facevano in giro per il Mondo, dalla Cina al Canada, fino al Brasile. I derby con il Milan e le altre importanti gare di coppa o di campionato. Di giocatori ne ho conosciuti tanti, così come anche gli allenatori. Ciascuno con le sue particolarità e qualità, sul campo e fuori”. Se dovesse fare due nomi: chi il miglior giocatore e chi, invece, il tecnico? “Sicuramente Matthaeus, un trascinatore che riusciva sempre a trasmettere forza e grinta all’ambiente. Come si dice un campione con la ‘C’ maiuscola. Sul mister, senza alcun dubbio, Trapattoni. Il ‘Trap’ era straordinario, sia quando preparava le partite, sia durante le gare. Un motivatore come ce ne sono stati pochi”. Tra i ricordi ce ne è uno al quale è più affezionato? “Sono tanti, però vi dico l’anno dello scudetto dei record (in panchina c’era Trapattoni ndr) o ancora la stagione in cui si andava male in campionato, mentre in Coppa Uefa eravamo fantastici”. Detto questo veniamo al 22 maggio: Bayern Monaco - Inter, finale giusta? “Secondo me Inter - Barcellona”. Come finirà la partita? “Difficile fare un pronostico, un po’ anche per scaramanzia. Comunque dico che vinceranno i nerazzurri”. Sono passati trentotto anni dall’ultima volta dell’Inter in finale di Champions o Coppa Campioni: perché così tanto tempo? Che cosa è mancato? “C’erano nazioni molto più organizzate per certi tipi di competizioni: vedi, ad esempio, Spagna, Inghilterra e gli anni d’oro olandesi con l’Ajax”. Infine, un commento su Mourinho... “E’ uno dei migliori per come è riuscito a far crescere la squadra e per come comunica con i singoli calciatori, trasmettendo quella giusta mentalità che serve a livello europeo”. (Le foto a Camillo Cedrati sono di Franco Gualdoni)

LA FINALE 'A PAROLE': COSA DICE LA GENTE
Chi vincerà la finale di Champions League? Inter e Bayern Monaco sono davvero le due squadre che più di tutte si sono meritate di scendere in campo a Madrid? In attesa del 22 maggio, quando la gara entrerà nel vivo, dando, finalmente, tutte le risposte e le conferme del caso, abbiamo voluto fare un tour nel territorio, proprio per parlare con alcuni tifosi ed appassionati di calcio. “Senza nulla togliere al Bayern, la vera finale c’è già stata - afferma Luigi - Mi riferisco a Inter - Barcellona. Tornando al 22 maggio: chi vincerà? I nerazzurri”. “Penso che la sfida finirà 2 - 1 per l’Inter, ha più possibilità e almeno sulla carta è più forte - commenta Angelo -”. “Certo che vedrò la finale, così come ho visto tutte le partite che, fino ad oggi, hanno trasmesso in chiaro - ribadisce Carmelo - Finale giusta oppure no? Per alcuni aspetti sì, per altri, invece, meno”. Su chi vincerà, lo stesso Carmelo ci conferma che da italiano, ovviamente, il tifo sarà per i nerazzurri. “E’ sicuramente una finale giusta - dice Jacopo - Voglio dire che la Champions se la merita chi ha dimostrato di essere una squadra vincente... Non chiedetemi, però, di fare pronostici: ribadisco soltanto che il Bayern ha giocatori che possono dare problemi, ma l’Inter questa Champions l’ha, già, vinta e può perderla solamente lei”. “Alla fine il Bayern ha meritato, pur ci sia qualcosa da replicare in merito alla gara con la Fiorentina - spiega Gabriele - Sull’Inter, nessun dubbio: ha avuto episodi a favore, ma ha giocato alla grande. Come finirà? Spero vincano i nerazzurri, almeno per mantenere i 4 posti in Champions”. “Il Bayern, a parte la sfida con la Fiorentina, merita la finale - commenta Christian - perché in queste competizioni serve anche molta fortuna. Ma l’Inter, vediamo di analizzare com’è la situazione: Quale impresa al Camp Nou e con il Chelsea? In entrambe ci sono episodi che fanno discutere”. E sulla vittoria finale... “Spero nell’Inter per due motivi: permettere all’Italia di avere ancora 4 formazioni in Champions e, infine, perché i nerazzurri, quest’anno, sono troppo forti e fortunati”.

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