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venerdì 10 aprile 2020 | ore 20:02

Cuggiono piange Giovanni Blandino

A Cuggiono era conosciuto da tutti: una persona alla mano, sempre gentile, affabile e rispettosa. Un grande artista, con una sensibilità straordinaria.
Cuggiono - Giovanni Blandino (a destra nella foto)

Sono giorni che stanno coinvolgendo e sconvolgendo tutti. Ogni famiglia vive con ansia e angoscia queste interminabili giornate scandite da bollettini, speranze, preoccupazioni per i propri cari, desiderio di ritorno alla normalità. Lo è anche per noi che, fin dall'inizio, con i primi casi in Lombardia, stiamo raccontando e informando su questa pandemia. Oggi, purtroppo, dobbiamo raccontare un ennesimo decesso, che ha toccato tutti noi, e riguarda il padre di una nostra cara collaboratrice.
Ieri sera si è infatti spento all'Ospedale Fornaroli di Magenta Giovanni Blandino, 82 anni, ricoverato da alcuni giorni a causa di un'infezione da Coronavirus.
Giovanni Blandino nasce a Modica nel 1938 e fin dalla giovane età mostra una spiccata sensibilità al mondo dell'arte. Nella sua biografia si legge: "È in gioventù infatti che frequenta la Scuola d'Arte di Siracusa e di Comiso, per poi passare all'Istituto d'Arte di Palermo. Trasferitosi definitivamente a Milano, qui iniziò a frequentare i corsi dell'Accademia di Brera sotto la guida di Francesco Messina, diplomandosi e frequentando successivamente i laboratori artistici di Ivo Soli e di Nino Galizzi, inaugurando una propria prima mostra pittorica nel 1958 che aprirà la strada ad altre personali tenutesi nel 1975 presso la Galleria 'La Ribalta' di Pavia, nel 1976 a Trento, nel 1977 a Trieste, nel 1979 a Bologna. A Milano conosce anche Saverio Terruso col quale intratterrà un rapporto di amicizia e collaborazione".
Alcune testimonianze sul suo valore artistico come scultore arrivano in queste ore da diversi amici, sconvolti, come tutti, dalla triste notizia. Ma anche sulla pagina Wikipedia a lui dedicata si trova traccia del suo ruolo e della sua competenza nel mondo dell'arte: "Scultore definito dalla critica di grande spessore culturale ed artistico, si dedica ancora oggi prevalentemente alla scultura e al disegno. Nel 1970 ha partecipato alla biennale Nazionale d'Arte 'La Permanente' di Milano, alla Biennale d'Arte di Venezia nel 1976 ed al Simposio Internazionale di Scultura di Prilep, nella ex-Jugoslavia.
Nel corso della sua carriera ha realizzato sculture per enti pubblici e privati fra cui, nel 1977, una per il Comune di Cento e nel 1989 per il Comune di Modica ('I Martiri di Passogatta'). Nel 1981 un'ampia retrospettiva gli viene dedicata dal Comune di Casalpusterlengo e nel 1986 espone presso la galleria Carini di Milano presentata da Raffaele De Grada; l'anno seguente espone alla galleria De Bernardi di Busto Arsizio. Nel 1992 e nel 1993 espone alla Biennale di Arte Sacra di Cremona. Nel 1995 espone delle opere alla terza rassegna internazionale del bronzetto a Trieste ed alla mostra internazionale di pittura e scultura 'Expo' di Genova. Nel 1996 è in Giappone nell'ambito dell'evento 'Arte senza Frontiere'.
La carriera dell'artista attraverso le sue opere è stata recentemente presentata in diverse mostre personali fra cui quella del 2002 presso lo Spazio Labora, mentre alcune sue opere sono state esposte nella mostra itinerante 'Fascinosum et Tremendum' tenutasi a Renazzo-Montevarchi-Torino. Nel 2002 a Cuggiono non ha mancato di partecipare alla mostra '40 opere per un percorso di disegni di arte contemporanea' presso la locale Villa Annoni come ospite speciale.
Alcune sue opere si trovano in esposizione permanente presso la Galleria 'Ponte Rosso' di Milano e presso l'Associazione Culturale 'La regina di quadri' di Modica e al palazzo della Permanente di Milano. Negli ultimi anni ha rivolto la propria arte anche alla scrittura redigendo il volume Poesia e realtà nelle opere di Giovanni Blandino, un modo semplice e raffinato per spiegare il suo modo di concepire l'arte moderna".
A Cuggiono era conosciuto da tutti: una persona alla mano, sempre gentile, affabile e rispettosa. Un amico sincero... il suo sorriso, da vero signore, discreto e delicato, era il segno di una sensibilità colta e originale e di una straordinaria umanità.
Recentemente si era ripreso da una delicata operazione, grazie anche alle premurose attenzioni e all'amore della famiglia. Nonostante tutte le accortezze del caso, purtroppo, era stato contagiato dal terribile Covid-19, costringendolo al ricovero.
Tutta la redazione è vicina alla figlia Annachiara e alla moglie Caterina.

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