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Ven, 15/11/2019 - 01:50

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venerdì 15 novembre 2019 | ore 02:08

Bagnàa o sücc... par San Lüca sumènan tücc!

Questo si rende necessario perché i tepori autunnali, che da sempre si protraggono almeno fino all'estate di San Martino (11 novembre).
Territorio - La semina autunnale (da internet)

In questi giorni vediamo molti campi già seminati, proprio come ci tramanda questo antico proverbio, di cui si trova traccia già nelle commedie dialettali milanesi di fine Settecento. Non importa, infatti, se il terreno in questo periodo dell'anno sia bagnato o secco, quello che conta è completare la semina del frumento e di altri cereali entro il 18 ottobre, giorno di San Luca.
Questo si rende necessario perché i tepori autunnali, che da sempre si protraggono almeno fino all'estate di San Martino (11 novembre), permetteranno ai semi di germogliare e di far spuntare le piantine, che resteranno poi quiescenti e di un colore verde brillante per tutto l'inverno, pronte a riprendere il loro ciclo vegetativo con i primi tepori primaverili.
Una volta completata questa semina entro il giorno di San Luca, sempre approfittando del clima ancora mite tra fine ottobre e inizio novembre, i nostri antenati facevano gli eventuali traslochi da un proprietario terriero all'altro e regolavano gli affitti entro San Martino, che è diventato proprio un sinonimo di traslocare. Così erano davvero pronti per iniziare la vera stagione fredda, che di solito coincideva con l'ultima decade di novembre: infatti i proverbi ci ricordano che "par Santa Caterina (25 novembre) ga riva o la prima nev o la prima brina", oppure "par San Saturnin (29 novembre) al frécc l'é visin" e soprattutto "da Santa Bibiana (2 dicembre) al frécc al dura par quaranta dì e una sitimana".
Non dimentichiamo mai queste preziose informazioni che ci arrivano dai proverbi e dalla tradizione popolare, perché "par fa un pruverbi ga voran cent'ann, ma quand l'è fai, l'è sensa ingann"!

Bagnàa o sücc...
par San Lüca sumènan tücc!

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