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venerdì 26 aprile 2019 | ore 11:51

Le 10 parole 'Millennials'

Il linguaggio è soggetto a continui cambiamenti, soprattutto oggigiorno che il digital e i social network permeano sempre di più ogni strato della nostra esistenza.
Solo cose belle - Millennials (Foto internet)

Il linguaggio è soggetto a continui cambiamenti, soprattutto oggigiorno che il digital e i social network permeano sempre di più ogni strato della nostra esistenza. A volte però sembra che i giovani parlino una lingua oscura, comprensibile solo a loro.
Per esempio, come parlano i Millennials oggi? Chiariamo subito un concetto: i Millennials non sono i giovanissimi, come spesso erroneamente si pensa, ma le persone nate tra dal 1981 e il 1993. Ecco, come questa generazione ha cambiato il modo di parlare? Babbel, la app leader per l’apprendimento delle lingue online, ha analizzato il linguaggio di questa fascia d'età, compilando una lista delle 10 parole più utilizzate nel 2018.

Curiosi di sapere quali sono? Leggete qui sotto.

Match: Questa parola proviene dall’ambito del flirt online e coloro che hanno utilizzato in qualche occasione un'app per fare nuovi incontri l'avranno di certo sentita. Si ottiene un match, quando due persone si piacciono reciprocamente. A quel punto, è possibile chattare e organizzare un incontro dal vivo.
Random: Questo termine fa riferimento a qualcuno o qualcosa “a caso”, non conosciuti o specifici. “Una persona random ha cominciato a parlarmi”. È la tipica parola che si può usare in qualsiasi situazione.
Stalkerare/Stalkizzare: In questo caso, non si tratta del reato di stalking, ma di una versione più leggera, fatta sui social media. Si stalka quando si 'spia' il profilo Facebook o Instagram di qualcuno che ci piace tramite un’altra persona amica che conosca quella persona. Alla fine la presunta fiamma non avrà più segreti!
Spoiler: Se si è amanti dei libri o delle serie tv, sarà meglio conoscere questo termine. Indica infatti il racconto del proseguimento o della fine di una trama a chi ancora non la sapeva, rovinandone quindi la fruizione. I giornalisti sanno che è temuto e odiato e scrivono quindi spesso all’inizio dell’articolo di cultura o tempo libero: attenzione, spoiler!
Influencer: Chiara Ferragni vi dice niente? Si dice di una persona che, avendo una buona reputazione e parlando con una certa credibilità di determinate tematiche o aree di interesse, ha un alto seguito di pubblico sui social media. Per questo motivo, ha la capacità di influenzare (da qui la parola “influencer”) i comportamenti di acquisto dei consumatori ed è quindi molto interessante per brand e prodotti.
Mainstream: Si tratta di una corrente presente in ambito culturale in modo massiccio, qualcosa di convenzionale, dominante e seguita da un largo pubblico.
Hater: Ci sono molti hater nel mondo, persone che esprimono le peggiori opinioni su qualcuno e divulgano sentimenti negativi. I social media sono purtroppo infestati da questo tipo di persone, da questi “odiatori” professionali.
Troll: Spesso si confonde questa figura con l'hater, ma non sono esattamente la stessa cosa. Il troll è una persona che si dedica ad appestare le discussioni sulle reti sociali con commenti inappropriati, fuori tema e provocatori, disturbandone il normale svolgimento. In particolare, sono molto temuti da marche e brand.
Shippare/Shipping: Questo termine, che viene dall’inglese “relationship”, ovvero relazione (sentimentale), è usato nei social media per parlare di personaggi di serie tv e reality show, che secondo la rete farebbero una bella coppia. Se ne parla e sparla, quindi, spesso ancora prima che la coppia si sia formata.
Follower: Termine ormai in uso in tutti i contesti dei social media. Si tratta degli utenti registrati alla pagina di altri utenti, brand o marchi, per ricevere notifiche e gli ultimi post. Oggigiorno avere un elevato numero di follower mostra la propria importanza e può garantire contatti lavorativi, non solo nel mondo online.

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