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venerdì 22 febbraio 2019 | ore 03:43

"Dall'indifferenza è cominciato tutto"

Giornata della Memoria: incontri e occasoni per non dimenticare. Le parole di Liliana Segre, che il prossimo 30 gennaio tornerà al Memoriale della Shoah di Milano.
Attualità - Liliana Segre

Al piano inferiore rispetto ai binari ferroviari ordinari della Stazione Centrale di Milano, di cui si ha la percezione dalle vibrazioni e dal rumore attutito ma distinto dello sferragliare dei treni, forse non tutti sanno che c’è un luogo di Memoria e incontro, o non lo hanno ancora visitato: il Memoriale della Shoah. Era il 30 gennaio del 1944 quando Liliana Segre (recentemente ospite al Teatro della Scala di Milano per un incontro con gli studenti), allora tredicenne, venne deportata ad Auschwitz insieme al padre e ad altre centinaia di persone. “Quel giorno le persone vennero portate qui - racconta Liliana, in occasione della Giornata della Memoria, in una commemorazione al Memoriale della Shoah - attraversando su camion una città silente, muta, la Milano indifferente, che non aveva scelto, se non pochissimi eroi coraggiosi. E, come gregge condotto al macello, bastonate, umiliate e offese, furono spinte e stipate su vagoni, sprangati, piombati, e avviate verso destinazione ignota”. Dei 605 che partirono sul ‘convoglio 6’, solo 22 tornarono indietro. Ventuno in totale i convogli, carichi di ebrei e deportati politici che arrivavano alla Stazione dal carcere di San Vittore, partiti dal binario 21, quel binario sotterraneo, che, attraverso un elevatore, permetteva di salire al piano superiore. Ricorda i fischi, i latrati, le botte, la violenza assoluta e un luogo difficile da localizzare con precisione. Un luogo che ha preso forma, e accoglie chi viene qui con una parola, scolpita nella pietra a caratteri cubitali: Indifferenza. “L’indifferenza fu terribile allora ed è tremenda anche adesso”. “Mi hanno chiesto cosa penso del rigurgito di antisemitismo e razzismo di oggi. Lo trovo osceno: mi viene questo aggettivo come l’unico adatto. La verità è che da subito dopo la guerra, dopo quello che era successo, lo sterminio di 6 milioni di bambini, neonati, uomini, donne, vecchi, vecchissime persone portate a morire là per la colpa di esser nate, non era passato il nazismo, il fascismo, il razzismo. Covavano sotto la cenere, la cenere che avrebbe dovuto esser simbolo di chi era passato per il camino, invece era la cenere dell’indifferenza, dell’odio mai passato. Il tempo passa… tutto passa. E ci furono altre stragi, altri genocidi, diventati una riga in un libro di storia. Oggi - spiega Segre - l’indifferenza che allora fu causa della Shoah colpisce coloro che cercano rifugio nel nostro Paese”. Domenica 27 e lunedì 28 gennaio, il Memoriale della Shoah di Milano aprirà le sue porte a tutti i cittadini interessati a scoprire questo luogo simbolo di una delle più grandi tragedie della storia recente. Mercoledì 30 gennaio, alle 18.30, Liliana Segre tornerà a raccontare la sua storia, come monito per il presente.

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