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venerdì 19 ottobre 2018 | ore 13:57

Frida Kahlo: oltre il mito

L'omaggio a un'artista, Frida Kahlo, divenuta un mito per la ricchezza espressiva delle sue opere, in mostra al Mudec e rese fruibili a tutti grazie alle proiezioni sulle quattro torri bianche del Gratosoglio.
Milano - Frida Kahlo al Gratosoglio.01

Le ciglia folte, i gonnelloni a tinte forti, i fiori tra i capelli. Una figura che colpisce chiunque: in abiti tradizionali, con i capelli acconciati alla maniera delle antiche popolazioni autoctone per rivendicare con fierezza le sue origini messicane, le sopracciglia folte, non depilate, e nemmeno i baffetti, anzi, caratteristiche che lei trasforma in un vezzo... Una donna libera, moderna, con una personalità forte e decisa che traspare immortale dalle sue scelte estetiche e dai suoi quadri.
Si è conclusa a Milano, Food City, la settimana di eventi e incontri dedicata al cibo di qualità e alla lotta agli sprechi. Diversi eventi solidali e, in particolare, un'esperienza artistica speciale, l'evento 'Cultura profumi e sapori' al Gratosoglio. Nel quartiere della periferia milanese, porta d'ingresso della città a sud di Milano, è stato possibile ammirare, grazie a un vero e proprio museo a cielo aperto, con una speciale proiezione sulle quattro torri bianche, alcune fra le più significative opere dell'artista messicana, in mostra al Mudec fino al 3 giugno. Per quattro sere, dal 10 al 13 maggio, le opere di Frida Kahlo hanno così campeggiato, gigantesche e luminose, sui palazzi. Nessun biglietto per i tanti che, tra curiosità ed entusiasmo, hanno riempito la 'piazza senza nome' del Gratosoglio, coinvolti dallo spettacolo con le proiezioni luminose, musica ed essenze profumate, ricreando l'atmosfera e le suggestioni del Messico dell'artista. Come è stato realizzato tutto questo? Grazie all'iniziativa promossa da Confcommercio Milano e Comune di Milano, con la collaborazione di Mudec e 24Ore Cultura, e a uno speciale progetto a cura dello scenografo Sebastiano Romano e allo Studio Comunicazione & Immagine Mariella Di Rao che hanno reso possibile gli effetti di luci sulle quattro torri bianche: 12 proiettori motorizzati per creare in alternanza luci sagomate e proiezioni di disegni in movimento sul suolo e nei prospetti architettonici vicini, oltre alla musica tratta dalla colonna sonora del film 'Frida' e a 'note profumate' di Accademia del Profumo con Atelier Fragranze Milano. Uno spettacolo emozionante, ottenuto con la tecnologia al servizio dell'arte e della cultura, espressione di bellezza, capace di valorizzare anche le periferie.
Frida: icona internazionale e riconoscibile, dalla biografia colma di tragedia e amori tormentati... Il rovinoso incidente stradale, su un autobus, a soli 18 anni che le provoca una colonna vertebrale spezzata, 11 fratture e lacerazioni devastanti al ventre, squarciato dal corrimano del bus. I mesi, anzi gli anni passati a letto, con i bustini e i gessi, e la pittura che diventa passatempo e rabbiosa consolazione di una vita scandita dagli antidolorifici. E poi ancora l’incontro con Diego Rivera, un omone grande e grosso, all’epoca celebrato pittore di murales, molto richiesto anche in America: la loro sarà una relazione a intermittenza, fatta di sublimi slanci e terribili cadute, con un matrimonio, un divorzio e un secondo matrimonio. In mezzo, le amanti di lui e di lei. Di Frida, Diego Rivera disse “Vi consiglio Frida, non perché sono suo marito, ma in qualità di un entusiasta ammiratore della sua opera. Acida e dolce, dura e affilata e delicata e raffinata come le ali di una farfalla, amabile come un meraviglioso sorriso, e così profonda e crudele come il gusto amaro della vita“.
Una delle artiste più amate e conosciute del Novecento. Un'arte che merita di essere conosciuta 'oltre il mito'... Come si intitola il progetto espositivo 'Frida Kahlo. Oltre il mito', esposto al Mudec, frutto di sei anni di studi e ricerche, che si propone di delineare una nuova chiave di lettura attorno alla figura dell’artista, evitando ricostruzioni forzate, interpretazioni sistematiche o letture biografiche troppo comode, e con la registrazione di inediti e sorprendenti materiali d’archivio. La mostra riunisce in un’unica sede espositiva per la prima volta in Italia le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, e con la partecipazione di autorevoli musei internazionali che hanno prestato alcuni dei capolavori dell’artista messicana mai visti nel nostro Paese. Per spingersi al di là dei limiti di una biografia e andare oltre quel mito consolidato e alimentato dalle mode degli ultimi decenni. L’appuntamento milanese evidenzia come Frida Kahlo nasconda ancora molti segreti e racconta, attraverso fonti e documenti inediti svelati nel 2007 dall’archivio ritrovato di Casa Azul (dimora dell’artista a Città del Messico) e da altri importanti archivi, nuove chiavi di lettura della sua produzione.
Moderna, all'avanguardia, in lei convivono femminilità e femminismo... costretta per la malattia e per le conseguenze dell'incidente avvenuto in giovane età, ha combattuto nei suoi “luoghi sacri”:il corpo e il letto, piccolo spazio dove ha trascorso un enorme tempo della sua vita. Questi due “luoghi” sconfinano nell’arte, nella pittura che diventa un modo per esprimere se stessa. E scoprire l’espressione della sofferenza vitale, la ricerca cosciente dell’Io, l’affermazione della “messicanità”, la sua leggendaria forma di resilienza, percependo la coerenza profonda che esiste, molto più in là delle sue apparenti contraddizioni, nell’opera di Frida Kahlo.
La storia di Frida è quella di una donna forte, a dispetto di tutto e tutti, è una storia di sofferenza, di passione, di esplorazione, di intenso attaccamento alla vita, quella vita che l’ha tradita, ma che lei non ha rifiutato. Undici giorni prima di morire Frida, arrivata a 47 anni e gravemente malata, dipinge un quadro, una natura “morta”, per lei natura viva, rappresentante un gruppo di grandi cocomeri maturi. Sulla destra, un cocomero aperto, con la buccia verde che svela il suo interno delizioso, con una spaccatura che somiglia ad una bocca vorace, con dei segni triangolari che suggeriscono l’idea di denti feroci. Frida è tutta lì, in quella voracità aggressiva, dal cuore dolce. Otto giorni prima di morire compare, vivida, una scritta. “Viva la Vida”.