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lunedì 23 luglio 2018 | ore 19:45

Videogiocare con la realtà

E se ci fosse una guerra segreta, sotto gli occhi di tutti, ma combattuta di nascosto nella realtà quotidiana, visibile solo attraverso un’app dello smartphone?
La pagina iniziale del sito di Ingress: Il mondo intorno a te non è quello che sembra.

L’esperienza videoludica è così impressa nella vita di moltissime persone appassionate di tecnologia, che può facilmente convergere con le loro abitudini quotidiane. Dove arriva dunque il limite tra realtà e finzione? E cosa succede quando diventa così sottile da essere attraversato quasi senza rendersene conto? L’app in realtà aumentata Ingress ha festeggiato nel 2017 il suo quinto anniversario e si sta preparando a fare un salto generazionale, con un grosso aggiornamento. Il messaggio che accoglie tutti i giocatori recita, in inglese, così: “Il mondo intorno a te non è come sembra. Sta succedendo intorno a te. Loro non stanno arrivando, sono già qui. Una guerra segreta si insinua tra le tenebre, e tu hai il potere di decidere il destino di questo universo. Ma avrai bisogno dei giusti alleati e una tecnologia davvero speciale: Ingress Prime.” La trama di Ingress è molto semplice: esistono dei portali posizionati in prossimità di punti di interesse come monumenti o edifici storici, dai quali si sprigiona un’energia chiamata Exotic Matter che può influenzare l’intelligenza delle persone che ne vengono in contatto, per questo compare a ridosso di luoghi intrisi di storia. I giocatori, armati di smartphone e app Ingress, possono sfruttarla per piegarla a favore della fazione scelta: gli Illuminati, oppure la Resistenza. Gli Illuminati sono convinti che questa energia porterà a un’evoluzione della razza umana, mentre la resistenza si oppone, credendo che questa materia misteriosa possa portare un serio pericolo per l’umanità. La guerra tra i due schieramenti quindi è quella di occupare nuovi portali e difenderli dagli attacchi nemici per portarli sotto il controllo della fazione scelta. Il gioco possiede meccaniche molto semplici e diventa appassionante mano a mano che ogni giocatore, o agente, cresce di livello, perché avrà a disposizione strumenti sempre più potenti per combattere i portali nemici e proteggere i propri, espandendo il territorio controllato. I più appasionati del gioco tendono a tenere spesso d’occhio le proprie conquiste e sono pronti ad accorrere per difenderle appena risultano minacciate, magari da un semplice giocatore della fazione opposta di passaggio. Questo è il bello di Ingress: chiunque stia passeggiando per la città con uno smartphone in mano potrebbe essere un agente al servizio degli Illuminati o della Resistenza. I giocatori, tra loro, si riconoscono subito.
Ingress - immagine promozionale
Niantic, la società che ha sviluppato il gioco, nata come costola di Google, si appoggia alle famose mappe del colosso di internet per avere più realismo possibile. Una realtà aumentata, appunto: elementi virtuali che vengono inseriti nello spazio reale. Su questa tecnologia, Niantic ha realizzato anche un’altra app, Field Trip, una guida turistica che permette di approfondire la storia degli stessi punti di interesse storico dove sorgono i portali di Ingress, oltre a un’altra app di grandissimo successo: lo slogan “Acchiappali tutti”, vi dice nulla? Esatto, è proprio Pokémon GO. Tutte le app offrono, ai più curiosi, la possibilità di scoprire nuovi luoghi storici importanti e magari interessarsi alla ricchezza culturale che ogni città e paese può offrire. Personalmente, mi sono sorpreso per quante piccole perle storiche nascoste siano disseminate quotidianamente sotto i nostri occhi, quasi inosservate.
Attraverso il profilo ufficiale twitter di Ingress, Niantic ha rilasciato, ogni giorno, con un conto alla rovescia fino al primo dell’anno, utili strumenti che possono aiutare ciascun agente nell’impresa, per prepararsi al meglio all’arrivo del succoso aggiornamento che porterà a Ingress Prime.

Il trailer di Ingress Prime:

Il maestoso Majestic
Majestic L’esperienza offerta da Ingress, però, non è del tutto nuova. Il capostipite per questo approccio di portare il videogioco nella realtà avvenne già nel 2001, con un gioco per PC distribuito da EA Games: Majestic. La missione di Majestic era quella di raccogliere indizi attraverso il videogioco per poi recarsi in luoghi reali. La trama segue le indagini di una cospirazione fittizia, ma resa molto verosimile perché spingeva per la prima volta a giocare con la realtà e con strumenti di utilizzo quotidiano anziché solo tastiera o joypad. Infatti il passaggio di informazioni passava attraverso diverse tecnologie quali cellulare, chat, email, visitando speciali siti creati ad hoc e addirittura fax. Il gioco fu distribuito solo per il mercato americano e non ebbe molto successo, proprio a causa della gran dispersività, però fu un’idea rivoluzionaria, in attesa di essere ripescata quando la tecnologia fosse stata pronta per dare il suo meglio: i giorni nostri.
Per approfondire la storia di Majestic, consiglio questo articolo, in lingua inglese, che ne parla con molta passione (click qui per visitarlo).

Il trailer di Majestic:

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