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lunedì 17 dicembre 2018 | ore 06:03

Un omaggio ai fondatori dell'ospedale

I padiglioni dell'ospedale cuggionese vengono dedicati a personalità che hanno contribuito con il loro impegno alla sua fondazione e alla sua crescita.
Cuggiono - Nuovi Reparti Ospedale.18

(VIDEO) L'ospedale di Cuggiono ha una lunga storia. “Una storia lontana, una storia di volontà è legata a quest'ospedale. Un'opera di grande tenacia, che ha coinvolto negli anni la partecipazione di tante persone” - così si è espresso il sindaco di Cuggiono, Flavio Polloni, giovedì 31 luglio, durante la serata d'inaugurazione dei nuovi reparti del blocco operatorio, Day Surgery, Endoscopia Digestiva, Poliambulatorio e attività oculistica. Ed è proprio per ricordare le persone che in modo più significativo hanno creato la storia di quest'ospedale fin dalle sue origini che si è deciso di intitolare i vari padiglioni, precedentemente indicati con gli anni delle inaugurazioni, ad alcuni cuggionesi che in esso hanno lasciato traccia del loro operato. Per ricordare ai presenti le radici storiche dell'ospedale, il Direttore del presidio, Pasquale Razionale, ha affermato che la struttura ospedaliera di Cuggiono risulta la prima aperta nella provincia di Milano ovest, attivata nel 1836, ed è operante da circa due secoli. Gli inizi risalgono ad un lascito di Benedetto Gualdoni al quale viene oggi intitolato il padiglione 29. Egli, con un testamento, dispose che tutte le sue sostanze fossero impiegate per l'erezione di un luogo pio a favore dei malati poveri di Cuggiono. Essendo i beni non sufficienti per la costruzione di una struttura idonea, iniziò un'attività con i medici e l'ostetrica che assistevano a domicilio le persone bisognose di cure, visitando nelle case gli infermi più gravi anche due volte al giorno. La svolta decisiva avvenne solamente a seguito delle disposizioni testamentarie di una donna cuggionese, Geltrude Beolchi, alla quale viene dedicato il padiglione 57. Con la donazione dei suoi beni e del palazzetto di famiglia, si riuscì ad attuare completamente il desiderio di Gualdoni e ad aprire quell'ospedale che cinquant'anni prima si era deciso di rinviare. Secondo le sue intenzioni, l'ospedale di Cuggiono ammetteva “a cura gratuita gli ammalati poveri che avevano il domicilio e la residenza effettiva nel perimetro delle parrocchie di Cuggiono, Malvaglio e Robecchetto da non meno di due anni”. Tra le personalità di rilievo che hanno operato presso l'ospedale di Cuggiono, ricordiamo Carlo Stucchi, medico condotto del paese, che, oltre a dedicarsi scrupolosamente alla propria professione, fu un profondo conoscitore di botanica e coltivò le passioni del disegno e della fotografia. “Con il decentramento delle attività ospedaliere, viene iniziata la costruzione di un nuovo padiglione” - ha continuato a raccontare il Direttore del presidio. “Stucchi, di cui è stasera qui presente il figlio, è il medico al quale viene intitolato il padiglione 67, in quanto partecipò alla sua costruzione come direttore sanitario”. Ha proseguito: “Il nuovo blocco operatorio è intitolato a un altro personaggio, Luisa Baruffaldi, veneta, che dopo aver compiuto gli studi a Milano, aveva iniziato la sua attività nella primissima sala operatoria di questa azienda”. Promotrice del primo servizio infermieristico riconosciuto in Lombardia, a lei va il merito di aver rappresentato un'importante presenza educativa all'interno dell'ospedale. “Infine, il padiglione 97, inaugurato dalla senatrice Maria Pia Garavaglia nel 1997, è intitolato a Papa Urbano III, cuggionese, appartenente alla nobile famiglia dei Crivelli, il quale si impegnò contro l'imperatore Federico Barbarossa, giungendo a un passo dalla sua scomunica”. La scelta di intitolare i vari padiglioni a personaggi così di rilievo o che hanno svolto un ruolo importante nella fondazione e nella crescita dell'ospedale di Cuggiono, oltre che a dare lustro a queste personalità, permette a tutti i cuggionesi di non dimenticare una storia che appartiene a tutti.

L'inaugurazione dei nuovi reparti

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