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lunedì 23 maggio 2022 | ore 10:04

Regione: un consiglio di indagati

Post Scriptum - Il nuovo Palazzo della Regione Lombardia

La Regione più popolosa e produttiva d'Italia che fino a pochi anni fa si vantava nel mondo per potere essere paragonata a uno Stato di primo livello non c'è più. O meglio, c'è ma senza più quel carisma, quell'etica meneghina e quella capacità di crescita che la rendeva esempio per altre aree italiane e non solo.
Tutto è iniziato con l'ultima elezione regionale della Lombardia in cui, anche nel nostro territorio, si è aperto un fronte poco limpido per le firme false raccolte nell'area del magentino e la 'sostituzione', quasi all'ultimo, tra Luca Del Gobbo e Nicole Minetti (sì, proprio lei) nella lista di Roberto Formigoni.
Poi, un po' alla volta... tra rabbia e insofferenza crescente della Lega Nord ecco spuntare gli scandali: molti moltissimi legati alla Sanità e agli ambienti di 'Comunione e Liberazione' che progressivamente si avvicinano al presidente regionale, 'il celeste', con trasferimenti in denaro e vacanze 'omaggio'.
Ed ecco un nuovo inquietante colpo di scena: "il responsabile dell’assessorato alla Casa, Domenico Zambetti, 60 anni, è stato arrestato questa mattina a Milano dai carabinieri con l’accusa di aver comprato un pacchetto di 4.000 preferenze, decisivo per la sua elezione con 11.217 voti nelle regionali 2010 - si legge da corriere.it - pagando 200.000 euro a due colletti bianchi della ’ndrangheta, uno esponente della cosca calabrese «Morabito-Bruzzaniti» di Africo (Giuseppe D’Agostino, gestore di locali notturni già condannato anni fa per traffico di droga nell’inchiesta sull’Ortomercato) e uno referente invece del clan «Mancuso» di Palmi, il gestore di negozi Costantino Eugenio".
L’arresto segna il caso di maggior infiltrazione della ‘ndrangheta nella politica sinora svelato al Nord Italia dalle indagini. Zambetti, in Regione in passato responsabile dell’Ambiente e poi dell’Artigianato, è il quinto assessore delle varie giunte di Formigoni a essere arrestato, dopo Guido Bombarda (Formazione professionale), Piergianni Prosperini (Turismo), Franco Nicoli Cristiani (Ambiente, Commercio) e Massimo Ponzoni (Protezione civile, Ambiente). E in questo momento è anche il tredicesimo consigliere regionale dell’attuale assemblea (su 80) a finire sotto inchiesta.
Con la crisi che attanaglia il tessuto industriale e produttivo regionale, con un Expo sempre più bandierina di facciata... fin quando i lombardi potranno accettare un consiglio regionale non in linea con l'etica e la laboriosità che da sempre li caratterizzano?

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