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domenica 22 maggio 2022 | ore 06:44

Ciao Giacomo, cuore 'rossoblu'

Sport-Giacomo Bulgarelli

Ogni campione dello sport, a modo suo, è in grado di insegnarci qualcosa, sempre. Giacomo Bulgarelli ci ha insegnato il rispetto per gli avversari, la lealtà fuori e dentro il campo e, soprattutto, l’attaccamento alla maglia. Dallo scorso giovedì 12 febbraio, giorno della sua scomparsa, il mondo dello sport ed, in modo particolare, il calcio italiano ed internazionale, hanno perso una figura ed un punto di riferimento. Un atleta che, con il suo carattere e la sua passione, ha saputo regalare ai tifosi ed ai tanti appassionati grandi gioie e soddisfazioni. Con Giacomo, come era già accaduto in passato con altri calciatori, tecnici e dirigenti, se ne è andato, per sempre, un pezzo della storia del nostro calcio. Una parte che, forse, sembra tanto lontana, ma che, invece, è ancora così vicina e viva nella memoria di ciascuno di noi. ‘Ciao Giacomo, cuore rossoblu’. E’ la voce che nei giorni successivi alla notizia è continuata a circolare a Bologna, città e società dove Bulgarelli era cresciuto calcisticamente ed alla quale aveva legato la sua carriera. Quella maglia rossoblu per lui aveva, infatti, sempre significato tutto. L’aveva indossata la prima volta nel 1959 e da quel momento, fino al giorno del suo ritiro, il 4 maggio 1975, non se l’era più tolta, rifiutando anche importanti offerte di altri club italiani. ‘Ciao Giacomo, cuore rossoblu’. Porteremo dentro di noi sempre la tua grinta ed il tuo carattere. Non solo i più anziani, i cosiddetti ‘tifosi veterani’, ma anche i giovani che non hanno avuto la fortuna di vederlo giocare (se non dai filmati alla televisione), ma che dai racconti hanno certamente capito quale campione fosse. Bologna, la sua città, non lo dimenticherà mai e continuerà a ringraziarlo per tutto ciò che le ha saputo regalare. E proprio il Bologna calcio, in occasione della gara al San Paolo di sabato scorso, contro il Napoli, gli ha dedicato un minuto di silenzio prima del fischio d’inizio ed il suo attaccante, nonché attuale capocannoniere della massima serie, Marco Di Vaio, al termine della sfida, ai microfoni dei giornalisti ha dichiarato “Il gol realizzato contro il Napoli è per Giacomo Bulgarelli...”. ‘Ciao Giacomo, cuore rossoblu’. Intanto il calcio va avanti, consapevole che, anche se Bulgarelli non c’è più, da lassù continuerà a seguire, con la stessa passione di sempre, tutte le sfide che si disputeranno da qui e per i prossimi anni. Siamo sicuti che in cielo giocherà di nuovo a calcio, superando gli avversari, dando istruzioni alla sua squadra, arrabbiandosi per un rigore o un fallo non concesso ed esultando per un gol. Sempre e comunque... Con quella storica maglia numero 8 e con i colori rossoblu del Bologna. ‘Ciao Giacomo, il mondo del calcio ti saluta e ti rende onore...’
Bandiera del Bologna dove ha vinto lo scudetto
Giacomo Bulgarelli è nato a Portonovo di Medicina il 24 ottobre 1940. Nella sua carriera calcistica ha collezionato 392 presenze in serie A e 43 gol, vestendo sempre la casacca del Bologna, dal giorno del suo esordio, 19 aprile 1959, fino al ritiro, 4 maggio 1975. Per anni capitano e leader della formazione rossoblu, con la quale ha ricoperto il ruolo di regista del centrocampo e fulcro della manovra d’attacco, per poi, negli ultimi anni di attività, a causa di continui infortuni al ginocchio, decidere di arretrare indossando i panni di libero, ha contribuito alla vittoria del settimo scudetto del Bologna, dedicato all’allora presidente Renato Dall’Ara, scomparso solo tre giorni prima dello spareggio a Roma contro l’Inter (il Bologna si è imposto per 2 - 0). Ricordato come una vera e propria bandiera del club rossoblu, Bulgarelli ha anche ‘detto no’ ad un’offerta per un suo possibile passaggio al Milan. Ha preso parte alle Olimpiadi di Roma del 1960 con una Nazionale olimpica ricca di giovani talenti, arrivando quarto, mentre con la compagine Maggiore ha partecipato ai Campionati del Mondo del 1962 in Cile ed a quelli del 1966 in Inghilterra. Ha fatto parte anche della Nazionale che ha vinto il Campionato Europeo nel 1968, anche se nelle gare della fase finale non è stato impiegato. Dopo il ritiro ha ricoperto il ruolo di direttore sportivo dell’Unione Sportiva Città di Palermo, nella stagione 1985/1986, prima di dedicarsi al lavoro di commentatore televisivo per Tele Montecarlo, Mediaset e Rai, e di collaborare, in alcuni servizi, anche con la Gazzetta dello sport. E’ stato, inoltre, commentatore della serie di videogiochi Fifa.

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