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martedì 08 settembre 2026 | ore 09:45

Furato piange Giulio del Piatto d'Oro

Storico ristoratore di Furato, aveva trasformato una piccola osteria in un punto di riferimento della cucina lombarda. Il suo risotto, la sua accoglienza e le sue battute resteranno nella memoria di generazioni di clienti.
Inveruno - Premio Verza d'Oro 2023

Ci sono persone che finiscono per diventare una cosa sola con il luogo che hanno creato. Per oltre mezzo secolo, Giulio Ghiringhelli è stato il volto, la voce e soprattutto l’anima del ristorante “Piatto d’Oro” di Furato. La notizia della sua scomparsa lascia un grande vuoto nella sua famiglia e in un intero territorio che, almeno una volta, si è seduto a uno dei suoi tavoli.

Classe 1948, Giulio aveva appena 18 anni quando, nel 1966, si intestò la piccola osteria sulla quale sarebbe poi sorto il ristorante. Il “Piatto d’Oro” venne inaugurato nel settembre del 1969 insieme alla sorella Angela, con il sostegno dei genitori e del cognato. Nel 1975, dopo il matrimonio, anche la moglie Manuela entrò a far parte dell’attività. Una storia autenticamente familiare, proseguita con il coinvolgimento dei loro otto figli e divenuta nel tempo un esempio di passaggio generazionale. Nel 2024 Giulio era stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica, riconoscimento che aveva voluto condividere con la famiglia e con tutti i suoi collaboratori.

Il “Piatto d’Oro”, riconosciuto anche come Attività storica da Regione Lombardia, ha conservato negli anni uno stile inconfondibile: camerieri con giacca bianca e papillon, servizio al tavolo, carrelli colmi di secondi, formaggi e dolci e una cucina profondamente legata alla tradizione lombarda. Ma ciò che rendeva speciale il locale era proprio Giulio: sempre in movimento tra i tavoli, pronto a raccontare un piatto, consigliare un vino, salutare personalmente ogni cliente o regalare una battuta.

E poi c’era il risotto, diventato uno dei simboli del ristorante. Il celebre risotto ai funghi, servito e mantecato nella forma di Parmigiano, ha accompagnato pranzi, matrimoni, feste e ricorrenze di generazioni di famiglie. Indimenticabile anche il “Risotto dell’Angelo sotto le stelle”, appuntamento estivo nato nei primi anni Novanta e divenuto una vera tradizione per Furato.

Il suo credo era semplice: «Far felici le persone». Giulio lo ha fatto per una vita intera, con il buon cibo, la generosità e un’accoglienza capace di far sentire ciascuno a casa. Oggi Furato perde un grande ristoratore, ma soprattutto un uomo che ha saputo costruire relazioni e custodire la memoria di una comunità. Resteranno il suo sorriso, il rumore dei carrelli tra i tavoli e il profumo di quel risotto. Il sapore più autentico di una storia lunga quasi sessant’anni.

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