Milano / Malpensa
12°Milano / Malpensa
12°Settantacinque candeline per una delle tradizioni più sentite del territorio. Il Carnevale di Oleggio, edizione 2026, ha già regalato alla città tre domeniche di festa e colori sui viali dell’Allea, tornati finalmente al centro delle grandi sfilate. Un ritorno atteso e partecipato, che ha confermato quanto questa manifestazione sia parte viva dell’identità oleggese.
Le date del 1°, 8 e 15 febbraio sono ormai alle spalle, ma hanno lasciato il segno: cortei, carri allegorici, bande, majorettes e gruppi mascherati hanno animato il cuore cittadino con entusiasmo e una partecipazione trasversale, capace di coinvolgere famiglie, giovani e nonni.
Protagonisti immancabili, il Pirin e il Majn, simboli della tradizione locale, affiancati dalla Banda Filarmonica di Oleggio e da tanti gruppi ospiti. Sul palco, a guidare e raccontare le sfilate, volti noti come Simona Piola, Bruce Ketta e Fabrizio Fontana, che hanno contribuito a rendere ancora più vivace l’atmosfera.
Dietro le quinte, un lavoro corale: l’impegno dell’Amministrazione comunale, dell’Ente Manifestazioni Oleggesi, dei volontari, degli sponsor e delle attività commerciali ha permesso di offrire un Carnevale gratuito, aperto a tutti. Un segnale importante di comunità e condivisione.
Ma i festeggiamenti non sono finiti. Archiviata la prima parte, l’attenzione ora si sposta sulla settimana grassa, pronta a entrare nel vivo dal 12 febbraio.
Giovedì 12 febbraio il Pirin farà visita a scuole e asili, portando un momento di allegria ai più piccoli, prima del tradizionale “Mignà Mignà Chicculin” per le vie della città. In piazza Martiri, tè caldo e chiacchiere accompagneranno il pomeriggio, in un clima semplice e familiare.
Gran finale martedì 17 febbraio: nel pomeriggio spazio al Carnevale dei Bambini in piazzale Aldo Moro, mentre in serata la lettura del Testamento del Pirin e la simbolica consegna delle chiavi segneranno il passaggio conclusivo. A seguire, il tradizionale Bruciamento del Carnevale in piazza Martiri, con musica, vin brulè e quel misto di malinconia e gratitudine che accompagna ogni chiusura.
Un traguardo importante, quello dei 75 anni, che non è solo celebrazione del passato ma sguardo verso il futuro. Oleggio dimostra ancora una volta che le tradizioni, quando sono vissute insieme, non invecchiano: si rinnovano.
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