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domenica 27 settembre 2020 | ore 12:04

HAT Sanremo-Sestriere

Non c’è il due senza il tre e così ho fortemente voluto chiudere il ciclo della HAT Series 2019 con la HAT Sanremo-Sestriere.

Motori - HAT Sanremo-Sestriere (foto di  Massimo Di Trapani)

Non c’è il due senza il tre e così ho fortemente voluto chiudere il ciclo della HAT Series 2019 con la HAT Sanremo-Sestriere.
 Giunta all’undicesima edizione questa manifestazione, che si è evoluta negli anni, rimane un punto di riferimento per l’Adventouring.
Organizzata da Corrado Capra e Nicola Poggio insieme all’associazione OVER2000, sotto l’egida dell’AICS Motociclismo, ha aperto a tutti gli effetti un filone a cui molti si sono poi negli anni ispirati.
Non una gara, sottolineiamolo, ma un viaggio avventura dove la percentuale di asfalto è ridotta rispetto al fuoristrada.
Nessuna classifica, solo un attestato per dire di aver completato il percorso.
Una traccia da seguire e solo regole di buon senso come il rispetto per l’ambiente e le persone dei paesi attraversati e prudenza.
Libertà anche di scegliere se seguire la traccia principale o prendere dei tagli segnalati per evitare punti particolarmente difficili o semplicemente per stanchezza o voglia.
Una formula che ci piace e permette a chi magari è poco esperto come noi di partecipare, di divertirsi e mettersi alla prova in qualcosa di nuovo.
La velocità è relativa e nessuno vi chiederà di esagerare, scegliete la vostra e divertitevi; poi i panorami e i posti che vengono scelti dagli organizzatori permettono di godersi il percorso con l’aspetto turistico del viaggiatore curioso.
Torniamo però alla Sanremo-Sestriere che anche quest’anno permetteva di scegliere tra tre percorsi :
EXTREME, un vero viaggio “maratona” della durata di 40-42 ore, su di un percorso di circa 850 km. 
Con una davvero suggestiva la partenza alle ore 23.00 del venerdì, sotto le luci dei riflettori che illuminano il palco partenza posto nell’HAT Village, sul mare di Sanremo che come sempre ha attirato tanti appassionati e curiosi.
CLASSIC, che prevede circa 24 ore in sella, inclusa la parte di guida in notturna, su un percorso di circa 530 km. 
Il percorso Classic significa affrontare la HARDALPITOUR così come è stata pensata originariamente, assicurando tutte le emozioni di un’esperienza indimenticabile.
Partenza alle ore 12 di sabato dal palco partenza dell’HAT Village.
DISCOVERY, della durata di due giorni su un percorso di circa 450 km di livello “facile”, che prevede la sosta notturna a Cuneo. 
É il percorso per chi vuole partecipare a questa manifestazione con un impegno minore ma vivendone comunque l’esperienza. 
La ripartenza è domenica mattina presto, per raggiungere Sestriere con un percorso scorrevole.
Ho scelto il percorso CLASSIC, che rappresenta una via di mezzo tra la più “Semplice” e la davvero impegnativa Extreme.
Sul lungomare di Sanremo come tradizione, accolti da un inaspettato caldo sole, venerdì cominciano ad arrivare i partecipanti, che alla fine saranno oltre 450, a riempire con le loro moto l’HAT Village colorato dagli stand dei numerosi Partner e Sponsor.
Obbligatoria la registrazione, con ritiro di tabella e del tracker GPS utile ai fini della sicurezza e si è pronti per la presentazione e briefing tecnico presso il Teatro del Casinò di Sanremo.
Cornice suggestiva e ulteriore fiore all’occhiello da presentare anche ai partecipanti stranieri di ben 15 nazioni con presenze per la prima volta dal Marocco e dalla Russia.
Sempre al Casinò è stato allestito un ricco buffet in attesa della partenza ufficiale della manifestazione con la Extreme prevista per le 23,00.
Suggestive le luci del villaggio che si specchiano nel mare mentre a gruppi di tre i coraggiosi partecipanti prendono la partenza.
L’alba risveglia le moto, questa volta dei partecipanti alla Discovery, che prendono il via alle 10,00 per lanciarsi nel loro percorso che si concluderà in serata a Cuneo con la cena, punto comune anche con la tappa intermedia dei percorsi Extreme e Classic.
Alle 12,00 tocca alla Classic, e quindi anche a me.
Partiamo sotto un sole che promette bene, anche se le nuvole all’orizzonte annunciano la pioggia che puntualmente ci attende sulle montagne.
Ma chi si ferma è perduto e mai mollare, quindi ci inerpichiamo sull’appennino Ligure con un percorso che si fa subito impegnativo, giusto per iniziare bene, ma qualche tratto di asfalto permette il riposo al corpo e al mezzo meccanico.
Salendo la pioggia rende fastidiosa la guida e soprattutto ci priva degli splendidi panorami che probabilmente in quota ci saremmo goduti.
I ristori previsti danno il gustoso conforto alla fatica e sono come sempre occasione di scambio di opinioni e consigli in questa allargata famiglia. 
La salita al Col di Tenda impegna la piccola Royal Enfield Himalayan che accompagna il novello fuoristradista aiutandolo nelle difficoltà e l’aiuto di un compagno di viaggio risulta sempre gradito, più che altro per la sicurezza di aver un appoggio in caso di difficoltà.
Mentre la pioggia non molla e il buio comincia a calare ci avviciniamo a Cuneo dove ci aspetta la prima pausa vera con un pasto caldo e un minimo di tregua, sono ormai quasi le 21,00 e siamo decisamente stanchi, la poca esperienza in fuoristrada si fa sentire e anche l’età ha il suo peso.
Poi ancora 50 km da percorrere, anche in fuoristrada su un sentiero nel bosco dove il silenzio viene interrotto dal suono dei motori e dai fari delle moto che bucano il buio.
Esperienza nuova, che forse avrei voluto evitare ma che, alla fine, seppur impegnativa è stata una scoperta, ormai siamo pronti a tutto.
Arriviamo così a Becetto ormai a mezzanotte e tentiamo di infilarci in un sacco a pelo per una notte che risulterà insonne tanto da trovarci pronti per partire già alle 4,00 del mattino, ma tergiversiamo almeno finché il cielo, finalmente stellato, comincia a schiarire.
Alle 6,30 siamo in moto e ancora nei boschi mentre il sole lentamente sale, emozionante davvero guidare all’alba anche se rimane la preoccupazione per le mie limitate capacità.
Ma ormai abbiamo capito che con la velocità giusta, adeguata all’esperienza, si va quasi ovunque.
Sempre più a Nord con tratti di asfalto e Fuoristrada che si susseguono fino ad attaccare, dopo Fenestrelle, la strada dell’Assietta.
La strada militare, tra le più famose nel mondo del fuoristrada corre per circa sessanta chilometri in quota regalando panorami stupendi.
Siamo stati fortunati, il sole e un cielo limpido ci ha permesso di goderne appieno e il percorso non è così impegnativo così da potersi dedicare al paesaggio.
Sono ormai vicino alla meta del Sestriere, ma la traccia ci porta ancora verso Oulx per poi percorrere i monti della Luna fino, finalmente, a Sestriere quando sono ormai le 15,00 della domenica.
Incredibile ho terminato la HAT Sanremo-Sestriere contro ogni personale aspettativa e con una moto che si è rivelata la scelta giusta per affrontare, con calma, un’avventura così.
La stanchezza si fa sentire, ma la soddisfazione è tanta come le nuove esperienze vissute, nuove conoscenze e amici a cui diamo appuntamento alla prossima avventura.
Non mi resta che accendere di nuovo il piccolo monocilindrico per fare ritorno a Milano. 
Il temporale a Torino, grandine compresa, non poteva mancare, del resto in questa HAT non mi sono voluto far mancare niente.

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