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martedì 23 luglio 2019 | ore 22:00

"Mia mamma... Santa Gianna"

In occasione del 25esimo dalla beatificazione, andiamo a rileggere l'intervista della nostra giornalista Letizia Gualdoni con Laura Molla, figlia della Santa della Famiglia.
Mesero - Santa Gianna con i figli in una foto d'epoca

In occasione della dedicazione del Santuario della Famiglia a Santa Gianna Beretta Molla, l'1 novembre 2007, avevamo chiesto ad una tra le sue parenti più strette, la figlia Laura Molla, la gentilezza e la disponibilità nel rilasciarci un’intervista, consapevoli che solo l’esperienza diretta può diventare testimonianza capace di sensibilizzare e interrogare l’animo e la coscienza delle persone. Andiamo a rileggere quell'incontro, in concomitanza dei 25 anni dalla beatificazione.

A poche ore dalla dedicazione del Santuario quali emozioni prova?
Profonda gratitudine nei confronti del Signore e della Chiesa, come di quanti si sono profusi per la realizzazione di questo progetto. Sono felice ed emozionata nel pensare a quanti pellegrini il Santuario potrà portare conforto e sostegno.

Cosa significa per lei essere figlia di una donna, che tanti pregano con devozione e affetto, riconosciuta santa per aver vissuto pienamente l’accettazione della vita e il sacrificio della stessa, secondo la fede in cui credeva?
Non è una condizione comune condividere con così tanti fratelli l’affetto per la propria mamma, ricevere attestazioni di gratitudine per il bene ricevuto. E’ una grande responsabilità ed è un dono incommensurabile. E’ anche un privilegio capire, oggi, che il dolore che ho sofferto nel perderla quando ero bambina aveva un senso più grande. Tantissime altre persone così provate non hanno questa consolazione e rimangono sbigottite davanti al mistero della sofferenza, spesso restando sopraffatte.

Nel rapporto con il contesto-sociale attuale della svalutazione della vita, quali significati e valori assume ancora di più la scelta ‘controcorrente’ della mamma?
La sua testimonianza di una coerente etica di vita è un forte richiamo alla coscienza, specie in un tempo in cui si confonde la libertà con il fare quel che si vuole e ciò che torna utile è considerato perciò solo giusto. Deve far riflettere, poi, il fatto che oggi appaia così ‘controcorrente’ quella che appena qualche decennio fa era considerata una scelta certamente coraggiosa, ma conforme ai valori di civiltà condivisi da tutti: è significativo che, già nell’anno della sua morte, il sacrificio della Mamma ebbe il primo riconoscimento da un’istituzione civile, la Provincia di Milano. Occorre ben comprendere i mutamenti culturali e sociali che hanno fatto sì che, oggi, tanti possano considerarlo un gesto incomprensibile.

Giovanni Paolo II l’ha beatificata e poi resa santa per il suo straordinario esempio di ‘cristiana vera’, perché ha saputo vivere la Parola di Gesù nella semplicità dei gesti, nella passione per la sua professione di medico, nel ruolo centrale assunto dalla famiglia e dai figli. Un modello quindi ‘possibile’ di santità, che va al di là del gesto eroico del dare la vita, ma che ha coinvolto l’intera sua esistenza. Quali ritiene che siano gli aspetti della sua santità?
Dal 16 maggio 2004 la Mamma è santa e mi ha colpito la particolare attenzione a lei riservata, dai mass media e dalla gente comune, tanto più che lo stesso giorno venivano canonizzati con lei altri grandissimi personaggi, basti pensare alla statura di San Luigi Orione. Secondo me, ciò è dipeso proprio dalla ‘normalità’ della vita della Mamma: l’esempio di santità di una donna laica, contemporanea, impegnata nel lavoro, sposata e madre di famiglia, appare sicuramente più vicino alle condizioni di vita della maggior parte di noi. Credo che sia per la stessa ragione che il suo messaggio si sia così rapidamente diffuso in tutto il Mondo, ben oltre i confini della nostra Diocesi, anche quando era ufficialmente ‘solo’ beata. Spesso, più o meno consapevolmente, si pensa che la santità sia affare dei religiosi, o che richieda azioni straordinarie, spirituali o materiali, ed è fin troppo diffusa l’idea che, in un certo senso, santi si nasce. Invece, con la canonizzazione della Mamma, la Chiesa ci dice che la santità è alla portata di ciascuno, nelle normali circostanze della vita quotidiana, che lei ha vissuto, come giovane, medico, sposa, madre, in modo non eccezionale, tranne che per l’amore e lo spirito di fede straordinari che animavano tutto quel che faceva.

Il modello tramandato da sua madre come l’ha guidata e condizionata nella sua crescita personale e di fede?
E’ una bussola che guida e ‘raddrizza’ il mio cammino, intralciato, come quello di tanti altri, da insicurezze, perplessità, perdita di fiducia, cattivi esempi. E’ una sorgente di forza, perseveranza e coraggio, nel tentativo di essere coerente con i principi e i valori in cui credo.

Qual è il ricordo che conserva con più affetto della Mamma?
La Mamma è morta quando io non avevo ancora compiuto i tre anni: i ricordi di quando era in vita sono piuttosto vaghi e non sempre chiaramente distinti da ciò che solo successivamente mi è stato raccontato. Ricordo il suo bel sorriso, come superava i miei capricci quando non volevo andare all’asilo, la gentilezza con cui mi chiedeva di non disturbare se conversava con le amiche, perché ero una bambina un po’ chiacchierona: io, però, non mi perdevo d’animo e continuavo a chiacchierare con la mia bambola! Ho in mente alcune serene giornate trascorse in montagna, quando il papà ci raggiungeva e tutta la famiglia era riunita. Il ricordo più vivo è del Natale 1961, l’ultimo trascorso con la Mamma, che mi aveva parlato dell’importanza della nascita di Gesù, quando, dopo i miei fratelli Pierluigi e Mariolina, recitai un po’ goffamente, una poesia natalizia, come si usava allora. Certamente, il dolore della sua perdita e il rimpianto di non averla avuta accanto nelle fasi della mia crescita e nei momenti importanti della vita non mi hanno mai abbandonato. Tuttavia, specialmente a partire dagli anni della piena maturità, ho sempre avvertito che, in qualche modo, la Mamma mi era vicina, mi aiutava e proteggeva: nelle difficoltà, a lei mi sono rivolta con fiducia, senza restare mai delusa.

C’è una frase con cui vuole che venga ricordata la Mamma?
“Il passato affidiamolo alla Misericordia di Dio. Il futuro alla sua Provvidenza. Santifichiamo il momento presente”. “Senza l’aiuto della Madonna in Paradiso non si va”.

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