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lunedì 17 giugno 2024 | ore 19:18

Terapie e sclerosi multipla

Il dottor Pietro Annovazzi, direttore FF della Neurologia ad indirizzo Neuroimmunologico, Centro Sclerosi Multipla dell’ospedale di Gallarate, e il Dott. Davide Nasuelli, operante presso l’Ambulatorio di Sclerosi Multipla dell’Unità Operativa di Neurologia dell’Ospedale di Saronno saranno tra i relatori protagonisti dell’evento informativo Terapie e sclerosi multipla.
Salute - Sclerosi multipla

Il dottor Pietro Annovazzi, direttore FF della Neurologia ad indirizzo Neuroimmunologico, Centro Sclerosi Multipla dell’ospedale di Gallarate, e il Dott. Davide Nasuelli, operante presso l’Ambulatorio di Sclerosi Multipla dell’Unità Operativa di Neurologia dell’Ospedale di Saronno saranno tra i relatori protagonisti dell’evento informativo Terapie e sclerosi multipla.

L’incontro, organizzato dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla sede di Varese, si terrà l’1 giugno dalle 9.30 alle 12.30 presso il Salone Estense, Via Luigi Sacco 5 a Varese.

Ad aprire i lavori ed introdurre l’evento sarà la Presidente di AISM Varese, Maria Civati. Seguiranno gli interventi del Dott. Annovazzi e del Dott. Nasuelli che presenteranno le novità in merito a nuove possibilità terapeutiche per le persone con Sclerosi Multipla e panoramica sui farmaci sintomatici.

Abbiamo rivolto ai nostri specialisti alcune domande che facciano chiarezza sull’attuale stato dell’arte di terapie, ricerca e farmaci per gli ammalati di Sclerosi Multipla.

Quali sono le novità terapeutiche che saranno presentate in occasione dell’evento informativo?

La principale novità è rappresentata dalle evidenze che supportano un nuovo algoritmo terapeutico che prevede un approccio più aggressivo alla malattia. Si tratta di utilizzare farmaci ad elevata efficacia fin dalle prime fasi della Sclerosi Multipla, a differenza di quanto era prassi fino a poco tempo fa, quando si considerava un progressivo aumento della potenza terapeutica solo all'aumentare dei livelli di infiammazione.

Tra i nuovi farmaci già a disposizione abbiamo anticorpi monoclonali rivolti verso i linfociti B, nuovi farmaci modulatori dei recettori della sfingosina-1-fosfato, nuove formulazioni sottocute di farmaci già esistenti, ma finora somministrati endovena, nonché l'arrivo di generici e biosimilari delle terapie già in uso.

Esistono poi altri composti, detti inibitori della tirosina chinasi di Bruton, che attualmente sono in fase di sperimentazione e che si spera possano essere disponibili dall'anno prossimo.

Come impatteranno positivamente sui pazienti affetti da Sclerosi Multipla?

Le nuove terapie, in particolare gli anticorpi monoclonali, garantiscono una soppressione quasi completa dell'attività infiammatoria, arrivando fino al 95% di riduzione della formazione di nuove lesioni. Dal punto di vista pratico questo si traduce in un ridotto rischio di accumulo di disabilità e in una ridotta possibilità di conversione della malattia a una fase secondariamente progressiva, quella che impatta irreversibilmente sulla qualità di vita delle persone con Sclerosi Multipla.
Un ulteriore vantaggio, rappresentato dalla disponibilità di diverse formulazioni dei vari farmaci, sarà la possibilità di confezionare la terapia ancora più su misura per il paziente, rispettando le esigenze pratiche della persona con Sclerosi Multipla in termini di gestione degli effetti collaterali e del carico di terapia.

L'avvento di generici e biosimilari, infine, potrà rappresentare un risparmio per la collettività in termini di spesa farmaceutica, consentendo eventualmente di liberare risorse per altri ambiti.

Quali i nuovi farmaci ed eventuali novità circa i progressi raggiunti dalla ricerca scientifica?

In Italia, anche grazie al lavoro congiunto con AISM nella creazione di un registro di malattia, abbiamo raggiunto notevoli risultati nella comprensione del migliore approccio al paziente con Sclerosi Multipla. Questo si è tradotto in pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali prestigiose, che hanno influenzato a livello globale la gestione della malattia. 

Abbiamo compreso il ruolo cruciale dell'utilizzo di terapie ad elevata potenza fin dall'inizio, ma anche l'importanza del continuo trattamento immunomodulante nel prevenire l'accumulo di disabilità e la rilevanza dell'approccio riabilitativo continuativo per i pazienti in cui tale disabilità si è purtroppo già consolidata.

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