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mercoledì 17 agosto 2022 | ore 23:56

Verso elezioni 2009: "Basta liste civiche"

La parola al Consigliere Regionale Alessandro Colucci
Territorio - Alessandro Colucci e Silvio BerlusconiF.jpg

Indicazioni chiare e rigorose sul voto amministrativo della primavera 2009: niente liste civiche, neppure nei piccoli Comuni, bensì simboli di partito. A dettare la linea è il Consigliere Regionale Alessandro Colucci nella sua veste di Commissario Provinciale di Forza Italia. Una dichiarazione, la sua, destinata a cambiare la geografia politica di un intero territorio, dove le liste civiche hanno occupato il centro della scena dagli inizi degli anni ‘90. Tangentopoli spazzò via un’intera classe dirigente, compresi nomi e simboli dei partiti. Bene, è ora che questi simboli ritornino, salvo rarissime e concordate eccezioni. Come dire, è ora che ritorni la politica. Secondo Colucci (che in questa battaglia gode del pieno appoggio di Alleanza Nazionale) “Gli elettori dovranno trovare il simbolo del Pdl sulla scheda, magari con accanto i simboli dei singoli partiti”. Il Commissario Provinciale azzurro lo dice senza giri di parole: “Facciamo questa scelta per coerenza politica: gli elettori devono sapere esattamente a quale progetto stanno dando la loro fiducia. Auspico che anche il Pd e i suoi alleati facciano lo stesso, pur sapendo che la sinistra si è sempre nascosta dietro le liste civiche per confondere le acque”. Sono stati giorni convulsi, quelli appena trascorsi, per i dirigenti di Forza Italia: Silvio Berlusconi vuole che il Popolo della Libertà nasca anche ufficialmente e settimana scorsa il Consiglio Nazionale di FI ha deciso per acclamazione lo scioglimento del partito e la confluenza del Pdl. Colucci, che di quel Consiglio Nazionale è membro, c’era. E oggi commenta così: “Il presidente Berlusconi sta giustamente accelerando su un progetto che tutti condividiamo. Ecco perché ci apprestiamo a compiere un passo concreto: i gruppi consiliari dei Comuni della provincia dovranno cambiare denominazione: si chiameranno Forza Italia verso il Popolo della Libertà”.

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