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lunedì 04 luglio 2022 | ore 22:42

Expo 2015:é tempo di risposte

Tuttoè ancora fermo e intanto Malpensa viene declassata come 'hub'
Castano Primo - Expo 2015

Expo 2015, si ride per non piangere. La politica, come se fosse necessaria l’ennesima dimostrazione, dà pessima prova di sé litigando sulla sede della società che gestirà l’evento internazionale. Filippo Penati, che in campagna elettorale è diventato il paladino della lotta agli sprechi, offre un palazzo della Provincia, mentre Letizia Moratti è pronta a spendere più di un milione di euro per affittarne un altro, perché sarebbe più prestigioso. Intanto, nell’ombra, si muovono mafia e ‘ndrangheta per accaparrarsi gli appalti succulenti. Ma la cosa pare non interessare a nessuno. Il tempo corre via veloce e ci si chiede come sarà possibile realizzare 20 miliardi di opere di pubblica utilità. Appunto, non sarà possibile. Nessuno s’illuda. Che avesse ragione Giulio Tremonti? Un anno fa il ministro dell’economia, che i tempi della politica li conosce bene, si era lasciato sfuggire un “forse sarebbe meglio non aver vinto l’Expo”. Tutti si scandalizzarono. La storia, di qui a poco, dirà chi aveva ragione. Già, perché il problema non è la grande vetrina mondiale (che può portarci ricchezza e prestigio) ma quel maledetto malcostume italiano che trasforma ogni opportunità in una gigantesca mangiatoia per amici e parenti. Bisognerebbe correre, per fare tutto ciò che serve e per farlo bene: si prevedono trenta milioni di visitatori. Invece la politica litiga da mesi sullo stipendio di Lucio Stanca, il presidente della società di gestione dell’Expo. L’omino aveva chiesto 700mila euro. Gliene daranno 300mila, più altri 150mila al raggiungimento degli obiettivi minimi. Cioè?! Transeat. Penati grida allo scandalo ma non sono così rari i casi in cui sono stati pagati, anche nel nostro territorio, consiglieri d’amministrazione di società fantasma che avrebbero dovuto costruire strade e che non hanno progettato neppure un marciapiede. La Moratti rivendica un ruolo per Milano, senza interferenze romane. Sugli stipendi d’oro, però, neppure una parola di circostanza. Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, ogni tanto strilla e ogni tanto tace. Contento lui. Tutti parlano, in tv e sui giornali. Quanto a proclami non sono secondi a nessuno. E’ sui fatti che sono ultimi. Per esempio, Malpensa è stata abbandonata a se stessa e Cai si è rivelata per quello che è. Eppure il nostro aeroporto è strategico in vista dell’Expo. Sarà il caso che gli amici della Lega (gli unici, è vero, ad aver difeso Malpensa) si diano una mossa. La pazienza della gente non è infinita. Il tempo passato invece è perso.

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