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venerdì 27 novembre 2020 | ore 20:54

L'infermiera simbolo della lotta al Covid-19

Intervista a Elena Pagliarini, premiata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Questo momento difficile ci rammenta che quanto è avvenuto in passato non è stato una parentesi”.
Salute - Elena Pagliarini

Dobbiamo affrontare la seconda ondata con senso di responsabilità”, ha affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante la cerimonia di consegna delle onorificenze di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana, martedì 20 ottobre. “Questo momento difficile ci rammenta che quanto è avvenuto in passato non è stato una parentesi”. “Non si può rimuovere quanto è accaduto...” e, allo stesso tempo, “Non bisogna dimenticare i meriti di chi si è impegnato”. Tra i 57 italiani che si sono distinti nel servizio alla comunità nel corso della pandemia (medici, infermieri, metronotte, preti, cassiere di supermercato, docenti, imprenditori) premiati per il loro impegno durante la prima fase, anche Elena Pagliarini, l’infermiera di Cremona, la cui foto fece il giro del mondo e divenne uno dei simboli della pandemia (e che si ammalò anche in prima persona), che abbiamo intervistato. “Ho 43 anni e lavoro presso l’Asst di Cremona dal 2005, attualmente sono infermiera presso il Pronto Soccorso. Da febbraio siamo in prima linea per affrontare il virus Covid-19. Ricordo il dolore e la fatica di quei giorni: sono stati e sono mesi molto difficili, carichi di tensioni, preoccupazioni, ansie e paure… un duro lavoro, fisico ma soprattutto psicologico”. La foto rappresenta il sacrificio e la dedizione degli infermieri e del personale degli ospedali: quale valore ha? “Mio malgrado, questo periodo mi ha anche vista protagonista in una foto scattata al termine di una notte diversa dalle altre: una notte di quelle che vorresti dimenticare perché hai visto molti sguardi spaventati, richieste di aiuto, pazienti morire... e io davanti a loro impotente… Non avevamo armi sufficienti per combattere quella guerra! Quello scatto ‘rubato’ (dalla dottoressa Francesca Mangiatordi, che mi ritrae mentre riposo un attimo corpo e mente sulla scrivania) è diventato il simbolo in tutto il mondo dello sforzo e della fatica di tutti gli operatori sanitari. Ci hanno definito eroi ma quali eroi? Siamo professionisti (prima, durante e dopo il Covid) preparati, motivati e in grado di svolgere il nostro lavoro a favore delle persone che hanno bisogno: lo scatto ha messo in risalto una professione al giorno d’oggi ancora poco considerata sia professionalmente che economicamente". “Il presidente Mattarella, nel consegnarmi l’onorificenza, ha rinnovato i complimenti a me e a tutti i colleghi per il grande lavoro che svolgiamo con sacrificio, nonostante i pericoli che ogni volta corriamo. Noi infermieri portiamo i segni di questa lotta sul nostro corpo e nella nostra mente: non posso credere che ci sono persone che banalizzano un problema così reale, negando la sofferenza nostra e dei malati”. "La fotografia ha avuto un grande impatto mediatico e ha scosso le coscienze di molti” e continua ad avere il suo significato... Non dobbiamo abbassare la guardia.

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