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Malpensa Nessuna nuvola significante
Mer, 25/11/2020 - 17:20

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mercoledì 25 novembre 2020 | ore 17:42

Forse non andrà tutto bene

Durante la burrasca serve una guida salda che gridi e sgridi il Paese, regga il timone, zittisca chi non rema per salvare la nave.
Napoli - Proteste contro il coprifuoco (Foto internet)

Ci sono e ci potrebbero essere mille interpretazioni del periodo attuale, di questa scontata seconda ondata di Coronavirus, che andrebbero analizzate... Le variabili che l'hanno creata e sospinta, il rilassamento generale, la mancanza di capacità di comprendere che non tutto era tornato come prima del virus. Ma ora la variabile più grave è il cosa fare. Chi deve decidere. Come ci dobbiamo comportare noi cittadini.
Se a marzo il senso di smarrimento, paura e impreparazione ci aveva uniti negli arcobaleni dei bambini, i canti dai balconi, le pizze fatte in casa ora vi è qualcosa che spaventa. Spaventa perchè molti, pur con i racconti e le evidenze, non solo dei telegiornali, ma anche di loro amici e conoscenti che lottano ogni giorno in ospedale per salvare le vite, non ci credono, o pensano sia una banale influenza "perchè conosco un asintomatico che nemmeno si è accorto di averlo".
Non va bene, non ci siamo. Non solo noi per carità. Ieri sera a Napoli erano centinaia i giovani in piazza a gridare 'Libertà', perchè è stato emanato il coprifuoco alle 23. Ma situazioni analoghe ci sono e si sono viste ovunque, anche in altri Paesi d'Europa (Germania, Francia, Belgio) e a Liverpool in Inghilterra.
La gente ha paura, la gente vuole lavorare e, obiettivamente, non vi è nessuno che ammetta seriamente la gravità della situazione sanitaria Giuseppe Conte, nel suo ruolo non certo invidiabile, si limita a dare il bollettino del "potete fare" e "non potete fare".
Durante la burrasca serve una guida salda che gridi e sgridi il Paese, regga il timone, zittisca chi non rema per salvare la nave.
Serve, servirebbe, che qualcuno dicesse chiaramente il rischio per tutti noi di quello che, ancora una volta, sta accadendo. Tra poche settimane saremo qui a contare centinaia di morti (e non si dica "tanto si muore più di tumore o infarto", perchè anche queste morti aumenteranno non potendo il sistema sanitario curare tutti).
Il personale degli ospedali è stanco, provato, stufo dei cambi di reparto e dei cambi turno, dei rischi di portare a casa il virus a parenti e amici. Erano gli "eroi", ma tutti, Regioni e Governo, non ha fatto nulla per prepararsi davvero a questo ritorno del Coronavirus.
Ecco perchè, temiamo, questa fase sarà ancora più lunga e dolorosa della prima.
Proviamo ad affidarci ai bambini, sono il futuro, se in sicurezza tuteliamo davvero fino all'ultimo la loro possibilità di andare a scuola e avere un minimo di interazioni con le dovute attenzioni. Lo dobbiamo a loro ma soprattutto a noi stessi se vogliamo provare a rialzarci quando tutto questo sarà finito.

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