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sabato 28 novembre 2020 | ore 20:57

Il bacio... nell'arte

Ecco alcune delle immagini più intense e famose della storia dell'arte... dedicate all'amore.
Rubrica 'Fanne pARTE' - I baci nell'arte

L'espressione più bella e universale di amore: il bacio è stato rappresentato dagli artisti, con stili e sensibilità diverse a seconda delle epoche, realizzandone autentici capolavori. Ecco alcune delle immagini più intense e famose della storia dell'arte... dedicate all'amore.

Il bacio di Francesco Hayez - Il bacio che si scambiano i due protagonisti è al centro della scena e catalizza completamente l'attenzione dello spettatore: l'uomo avvicina con le sue mani il volto della donna al suo e la donna si stringe all'uomo, appoggiando una mano sulla sua spalla, in una posa naturale e spontanea. Lo scambio di tenerezze allaccia i due innamorati che sembrano dimenticare ogni pudore nell'impeto della passione. Osservando i costumi dei due giovani, in particolare quello del ragazzo, ci si accorge che la scena non si svolge all'epoca del pittore ma è ambientata nel Medioevo; le rigorose convenzioni che dominano l'arte fino alla seconda metà dell'Ottocento facevano infatti apparire “sconveniente” una scena d'amore ambientata nella realtà. Fin dall'esecuzione l'opera ha goduto di una vasta notorietà. Realizzato in un anno cruciale, il 1859, anno della Seconda guerra d'indipendenza, assume un significato civile profondo. Secondo alcune versioni, infatti, il cappello piumato alluderebbe ai volontari di questa guerra, e l'intensità del bacio potrebbe legarsi al pensiero della lontananza e dei pericoli connessi alla guerra.

Il bacio di Gustave Klimt - Con un effetto struggente, il naturalismo del volto e delle mani è una gemma viva nel paesaggio d'oro e nei paramenti che rivestono la coppia, il cui abbraccio oltre i confini dello spazio e del tempo (in uno spazio reale per enfatizzare il momento dell'estasi), in una dimensione infinitamente distante da ogni pena e minaccia, sigilla il fulgore dell'esperienza amorosa che redime il mondo, sintetizzando il messaggio che l'artista voleva trasmettere. Esposto alla Kunstschau del 1908, l'opera incontrò il favore degli spettatori, per la celebrazione appassionata e delicata del tema amoroso. L'artista esalta un momento d'intimità comune a ogni essere umano. Una striscia di prato fiorito, l'oro, come colore predominante... le due figure sono differenziate nella cromia e nell'ornamentazione (rettangoli neri, bianchi e argentati e motivi ondulati, cerchi e bouquet). I gesti delle mani sottolineano la felicità e la tenerezza del bacio.

L'incontro alla Porta Aurea di Giotto - L'arcangelo Gabriele aveva predetto ad Anna e Gioacchino, futuri genitori di Maria, che si sarebbero incontrati un certo giorno alla Porta Aurea di Gerusalemme. Giotto, in questa dolce rappresentazione del 1302-1305, usa pochi elementi con estrema chiarezza. Entriamo nella scena con il giovane pastore che appare a sinistra dell'affresco della Cappella degli Scrovegni di Padova, a suggerire come lo spazio continui al di fuori del dipinto. All'abbraccio dei due santi assiste un gruppo di pie donne, a destra. Tra il pastore e le pie donne che assistono all'evento, si svolge l'azione dell'incontro. Le mani di Anna, che sfiorano teneramente la guancia di Gioacchino mentre lo abbraccia in un gesto naturale di grande suggestione, e la mano destra del santo che stringe a sé la donna completano, in una ricerca di profonda umanità, il significato dell'incontro.

Les Amants (Gli amanti) di René Magritte - È la versione (realizzata nel 1928) più famosa di un tema che ricorre nella pittura di Magritte. Nelle altre gli amanti vengono dipinti a volto scoperto o con i volti affiancati teneramente. Qui sono legati da un bacio appassionato, ma i loro volti sono coperti da un panno bianco che ne nasconde i lineamenti e il loro bacio rimane come sospeso. Un raggiungimento che non accade, un’attesa continuamente delusa... Il bacio tra i due amanti è un'immagine conturbante. L’amore diventa aspirazione, desiderio, tensione, ma non può esserci unione. Lo struggimento che si vive guardando l’opera nasce dal conflitto, il conflitto tra ciò che è visibile e ciò che è nascosto, fra il desiderio viscerale di unione e l’impossibilità che accada.

Il bacio di Costantin Brâncuși - “Il bacio è stato per me il cammino di Damasco” ha commentato l'artista, straordinario scultore di origine rumena, che è riuscito a concentrare in un’unica opera la purezza del sentimento, in una scultura essenziale. Rappresentare l’amore attraverso un unico blocco di pietra (l'opera è stata realizzata nel 1907): ha posto le due figure in posizione perfettamente speculare, con gli occhi e le bocche che si fondono in un tutt’uno. Le braccia si incrociano orizzontalmente, legando i due corpi come un nastro, in una forma ancestrale e primordiale. “Ho voluto fare - spiega l'artista - una cosa che ricordasse l’amore non solo di una coppia, ma di tutte le coppie mai vissute sulla terra”. Così Brancusi ci spiega il suo Bacio: un blocco di pietra, due figure appena accennate che si baciano. Il gesto arcaico, semplice e puro abbozzato nella pietra.”. Un bacio e un abbraccio, scolpito nella pietra, per esprimere un sentimento universale e senza tempo.

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