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mercoledì 28 febbraio 2024 | ore 00:56

Social da... 'epic fail'

Quando sui social network si fa una brutta figura, si parla di solito di 'epic fail'. Non a caso, la brutta figura sui social diventa 'epica' perché viene amplificata.
Comunicaré - 'Epic fail' (Foto internet)

Quando sui social network si fa una brutta figura, si parla di solito di 'epic fail'. Non a caso, la brutta figura sui social diventa 'epica' perché viene amplificata e sottolineata - insomma il contrario di quello che vorrebbe (ovvero sotterrarsi e passare inosservato) il malcapitato. Oggi i nostri 'malcapitati' hanno il nome di The Ferragnez e di Uliveto.

Fedez, Ferragni e lo spreco alimentare

In questi giorni sta tenendo banco l’ennesimo caso Fedez/Ferragni, che non contenti di averci fatto una testa tanta con l’acqua venduta a 8 euro, hanno avuto la bella idea di organizzare una festa di compleanno in un supermercato. L’idea in realtà l’avrebbe avuta solo la Chiara nazionale - non dimentichiamo, candidata all’Ambrogino d’Oro, attribuito ogni anno ai milanesi eccellenti! - per il 29esimo compleanno del celebre consorte. L’idea vera, però, sembra piuttosto averla avuta il supermercato Carrefour che, dopo aver chiuso i battenti ai clienti “normali”, è stato lasciato a completa disposizione degli invitati.

Che hanno dimostrato in diretta social tutta la loro ignoranza (in tutti i sensi, non saprei come altro definirla) lanciandosi cibo, giocando e maneggiando impunemente verdura e frutta, in barba a tutti coloro che magari un pasto in tavola fanno fatica a mettercelo. E via, post-evento, a fare ammenda e chiedere scusa e dire che “noi non siamo così” in diretta social. D’altronde cosa ci si può aspettare da gente che ama far pagare l’acqua 8 euro a bottiglietta. E dire, come direbbe mia nonna, che sono cresciuti presso il didietro di una mucca (ve la dico in maniera fine, in dialetto magentino suona meglio).

Uliveto e il razzismo

Ma non tutti gli epic fail sono uguali. Altro caso di questi giorni è quello di Uliveto, che ha acquistato una pagina pubblicitaria su La Repubblica per ringraziare le ragazze del volley italiano, che hanno conquistato l’argento mondiale. Qual è il problema? Che la bottigliona verde è stata piazzata a nascondere alcune atlete, tra cui la nerissima (italianissima!) Paola Egonu. Subito a gridare al razzismo! Riflettendoci, però, si nota che la foto originale scelta per il fotomontaggio (secondo Uliveto, fornita direttamente dalla Federazione nazionale pallavolo) non risale alla fase finale del torneo e all’appello, bottigliona a parte, mancano anche Miryam Sylla e Sylvia Nwakalor, anche loro di colore. E che anche la caucasica Serena Ortolani è coperta dalla bottiglia. Quindi: Uliveto ha peccato di leggerezza. La sua vera colpa è quella di aver piazzato la bottiglia a coprire un’atleta argento mondiale, cosa che non aveva fatto per i maschietti del volley, che non sono neppure arrivati in semifinale. Suvvia, tacciamoli piuttosto di sessismo, se proprio ci dobbiamo scatenare sui social!

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