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lunedì 19 novembre 2018 | ore 01:30

CR7: primo gol... ai sindacati

Senza nemmeno scendere in campo. Neanche il tempo di presentarsi e indossare la maglia della Juve che Ronaldo ha già segnato un gol. 1-0 in una partita che vale molto di più.
Il bastian contrario - Cristiano Ronaldo alla Juventus (Foto internet)

Senza nemmeno scendere in campo. Nemmeno il tempo di presentarsi e indossare la maglietta della Juve che Ronaldo ha già segnato un gol. Ed è un gol importantissimo, perché segna l’1-0 in una partita che vale molto di più rispetto a un semplice match su campo verde. All’arrivo di CR7, infatti, alcune sigle sindacali per le quali il tempo scorre lento e alle quali nessuno ha comunicato il fatto che il corrente è l’anno domini 2018, hanno subito indetto (giusto il tempo di pensare a qualche slogan, pure volgare) uno sciopero dei lavoratori Fiat di Melfi e Pomigliano, contro l’esborso economico sostenuto da Fca, per l’acquisto del campione portoghese. La geniale trovata dei sindacati ha avuto grande risalto solo a livello mediatico, anche perché poi, effettivamente, solo 5 operai su 1700 hanno aderito a questa iniziativa. Che Ronaldo sia anche pompiere? In ogni caso il flop clamoroso della trovata sindacale è l’ennesima sconfitta per chi, con “Il Capitale” sotto braccio, cerca di inseguire idee, che non solo sono morte, ma anche fuori luogo. Perpetuare un racconto, per il quale “i denari del più ricco debbano essere ridistribuiti verso i meno ricchi” è non solo egoista, ma anche ipocrita, per tre motivi molto semplici. Primo: gli stessi operai, che chiedono la testa di CR7, sono i ricchi nei confronti, per fare un esempio, dei senza tetto. Secondo: la ridistribuzione verso il basso non rende la società più ricca, al contrario la impoverisce. Terzo: raccontarsi la storia che uno vale uno e che siamo tutti uguali è utile solo se si possiede un attico in centro a New York e si stanno sorseggiando bollicine, in quel caso l’ipocrisia del ruolo che si ricopre non permette di dire diversamente, ma in tutti gli altri casi sarebbe necessario promuovere la disuguaglianza come valore. Negare che Ronaldo sia 31 milioni di volte più bravo a giocare a pallone di un operaio di Melfi o che un suo post su Instagram produca 1,2 milioni di euro in più rispetto a quello di una persona comune, non solo è ostinato, ma anche falso. La Juventus ha acquistato una macchina da soldi e come tale deve essere retribuita, perché garantisce quello che nessun altro uomo sulla Terra è in grado di garantire. Non ci credete? Vendetele voi 300mila magliette con il vostro nome in 24 ore.

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