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mercoledì 28 febbraio 2024 | ore 00:49

Social killed the video star

Un’indagine di Globawebindex rivela: gli utenti di Internet passano 20 minuti in più al giorno sulle piattaforme social rispetto alla televisione live.
Comunicaré - 'Video killed the radio star' (Foto internet)

C’è una famosa canzone degli anni ‘80 dei The Buggles che diceva: “Il video ha ucciso la star della radio” ('Video killed the radio star'). A quanto pare, ora dovremmo modificare di nuovo il refrain in: “Social killed the video star”. Un’indagine di Globawebindex diffusa proprio in questi giorni, infatti, afferma che il sorpasso è avvenuto: gli utenti di Internet passano 20 minuti in più al giorno sulle piattaforme social rispetto alla televisione live. L’indagine, condotta su un campione composto da 350 mila persone di tutto il mondo di età tra i 16 e i 64 anni, si è poi soffermata sui giovanissimi, la cosiddetta generazione Z dei nati tra la fine degli anni ‘90 e il 2010: per loro, il divario tra fruizione dei social e della tv si allarga a 1 ora e mezza in favore dei primi.

I social copiano la tv?
È indubbio che i contenuti che al momento funzionano meglio sui social network siano i video. Le parole in fondo sono sempre contate molto poco - i copy, ovvero i testi dei post, infatti, hanno avuto il loro momento di gloria solo nell’epoca più genuina di Twitter, in cui il social network veniva utilizzato per condividere news e idee in 140 caratteri. A favore invece delle immagini, fondamentali per attirare l’attenzione dell’utente. Ma ora sono le immagini in movimento a farla da padrone. Proprio per questo, si moltiplicano sui social servizi che permettono di fruire di video lunghi, tradizionalmente lontani dal mondo social (come ci dimostra il fatto che su Instagram le stories non possono durare più di 15 secondi). Facebook starebbe quindi collaborando con diversi network televisivi per realizzare dei veri e propri telegiornali da condividere via social.

E la tv diventa on demand
Anche la tv, però, cerca di imitare i metodi di fruizione dei social network. Come? Innanzitutto, slegandosi dal tradizionale concetto di palinsesto in favore di una tv che sia su misura, visibile su richiesta nel momento più opportuno della giornata: on demand, insomma. Ancora meglio se visibile da web. E allora ecco il proliferare di Netflix, Infinity (Mediaset), Now Tv (Sky), fino al canale RaiPlay della tradizionalista tv di stato.

E allora forse vale la pena di correggerci di nuovo: i social non uccidono il video, ma se ne appropriano e lo trasformano. Come stanno facendo con tantissimi altri elementi della nostra vita quotidiana.

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