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sabato 25 maggio 2019 | ore 01:27

Iaia: da musicista a produttore

Dalle percussioni al sassofono, da musicista a produttore, Michele Iaia battezza la sua carriera con una tournée molto importante. L'abbiamo intervistato per voi...
Musica - GB Project

Dalle percussioni al sassofono, da musicista a produttore, Michele Iaia battezza la sua carriera con una tournée molto importante. In continua evoluzione tra composizione e melodia, ci racconta i suoi progetti e la sinergia con i GB Project

Classe 1982, Michele Iaia ha una solida preparazione con Maestri di altissimo livello. All'età di 9 anni inizia a suonare per poi diplomarsi in batteria al Music Academy 2000 di Bologna. Siamo nel 2007.
Il post diploma lo battezzi con un tour di 70 date. Come ti sei sentito, a soli 26 anni, a partecipare ad una tournée così importante?

E’ stata un’esperienza fantastica ed il primo lavoro come professionista. Inizialmente ho sentito il peso di avere una grande responsabilità; Essere il batterista di una band di musical non è cosa facile. Devi avere un’ottima lettura, essere pronto ad assecondare le richieste del direttore musicale e soprattutto ricordarsi sempre che sei il motore ritmico per un cast di ballerini e attori che cantano, ballano e recitano sul tuo beat. Ricordo di essermi preparato alla perfezione per quello spettacolo ed ho portato a termine il tour con successo. Da lì in poi ho capito che suonare la batteria poteva essere la mia professione, e così è stato.

C'è una parentesi, nel 2005, che ti avvicina allo studio del sassofono. E' rimasta una sfumatura, oppure è una passione parallela?
E’ una passione parallela che mi diverte e allo stesso tempo ha plasmato nel tempo la mia sensibilità musicale. Quando mi sono approcciato al sax mi sono reso subito conto che oltre al ritmo sulla batteria, avevo necessità di esprimermi anche a livello melodico. Amo il sassofono in modo profondo e studiarlo mi ha arricchito tantissimo come musicista.

Dall'Italia all'estero, dal Soul al Jazz, dai Club ai Teatri, dai Festival alle Piazze. Tante sono le tue collaborazioni con numerosi artisti importanti. Cosa unisce, musicalmente parlando ovviamente, la diversità di genere/partnership?
Suonare generi differenti con tanti artisti diversi richiede elasticità e sensibilità. Batteristicamente sono cresciuto con la musica Jazz ma con l’andar del tempo mi sono appassionato alla black music in tutte le sue sfumature. Probabilmente è stata la mia curiosità a farmi avvicinare a diversi stili e contaminazioni, dettata dalla necessità di avere un linguaggio musicale più ampio, accomunato dall’esigenza di sviluppare un drumming personale e riconoscibile.

Quando la musica trascende la realtà tangibile. Intenzione e passione (pura) credo siano fondamentali per un batterista. Che ruolo hanno?
La passione è fondamentale. Oggi abbiamo tantissimi batteristi molto preparati, grazie a metodi didattici molto efficaci e grazie ai tanti strumenti di lavoro di cui possiamo disporre.
Essere un ottimo strumentista però non sempre coincide con l’essere un artista.
La passione e l’intenzione fanno emergere la nostra sensibilità ed il talento, caratterizzando il nostro modo di suonare ed esprimendo il lato artistico più profondo.

Il 2006 è un anno importante per te. A maggio è uscito il tuo primo singolo che ti vede in veste non solo di batterista, ma anche di compositore. E' l'evoluzione naturale della tua professione, o il desiderio di 'accordo' musicale?
E’ stata per me un’evoluzione abbastanza naturale. Ho sempre apprezzato la composizione e in particolare la melodia. Probabilmente scrivere musica, dopo aver lavorato diversi anni solamente come performer, è stata una necessità naturale emersa dal mio lato artistico.

Dal 2016 fai parte dei GB Project e 'In The Bloom' è il frutto della tua collaborazione con Gilberto Mazzotti (pianista), Alessandro Scala (sax soprano) e Piero Simoncini (contrabbasso). Come nasce questo progetto?
Il GB Project nasce dall’idea di Gilberto (il pianista) di formare un quartetto di musicisti con background musicali differenti per incidere i suoi brani. Abbiamo inizialmente suonato queste composizioni dal vivo, mettendo a servizio della sua musica i nostri talenti. Suonando insieme abbiamo capito che c’era grande sinergia e che insieme potevamo dar vita ad un progetto musicale interessante e stimolante. Durante la registrazione abbiamo cercato di ricreare l’energia che sprigioniamo durante le nostre live performance. Per noi ogni session è unica e irripetibile e arrivati in studio di registrazione, volevamo che questa caratteristica fosse catturata suonando poche take per ogni brano, mantenendo l’interplay e l’istintività.

7 composizioni originali firmate da Gilberto Mazzotti. 'In The Bloom' raccoglie la vostra individualità plasmandola in Latin Jazz e Groove, trasportando l'ascoltatore nei vostri stili. Fa parte di questo progetto anche Simone Zanchini che, ospite in 2 brani, lascia la sua impronta intensa con la fisarmonica. C'è anche molta eleganza nei suoni. Come si riesce a far incastrare così perfettamente i vostri talenti?
La caratteristica fondamentale e credo la più importante di questo progetto è quella di mettere a disposizione il nostro talento per l’efficacia delle composizioni. E’ nostra intenzione trasmettere una forte energia positiva attraverso la musica. Per questo ci soffermiamo a fondo sulla parte melodica e ci chiediamo sin da subito se quello che stiamo producendo possa arrivare ad un pubblico più ampio possibile ed essere piacevole già dal primo ascolto.

I tuoi prossimi progetti?
Attualmente sto lavorando al mio prossimo singolo, scritto e prodotto da me medesimo.
E’ un altro piccolo passo per la produzione di un disco che uscirà a mio nome.
Con il GB Project stiamo lavorando al secondo album. E’ un progetto molto stimolante e le nuove composizioni sono veramente interessanti. Come per il primo album, suoneremo i brani prima dal vivo per poi inciderli in studio di registrazione.

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