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lunedì 17 dicembre 2018 | ore 05:41

Un anno di... 'Disordine'

Chiara Raggi è diplomata in chitarra classica e come 'autore di testi' al CET (diretto e fondato da Mogol). Siamo ad un anno dall'uscita del suo secondo album 'Disordine'.
Musica- Chiara Raggi

Chiara Raggi è diplomata in chitarra classica e come 'autore di testi' al CET (diretto e fondato da Mogol). Siamo ad un anno dall'uscita del tuo secondo album 'Disordine'. Quali sono le peculiarità di registrare un album in presa diretta? Sei soddisfatta del feedback? La scelta di registrare in presa diretta è una cosa naturale per il mondo del jazz ma non certo per quello del pop. La mia scelta è dipesa dal fatto che volevo mescolare l’aspetto “live” che la presa diretta ti dà all’utilizzo di programming e keyboards. La presa diretta permette di “fermare in un battito di ciglia” dei momenti musicali particolari dati dall’interplay, dall’esecuzione del momento, dal feeling tra i musicisti che, diversamente, verrebbero a mancare o sarebbero diversi. Per questo lavoro, per come esso è nato, era importante per me cercare quella magia, provare a fotografarla. La tua competenza ti porta a cavalcare numerosi palcoscenici in tutta Italia e in Europa. Con 'Disordine' parliamo di un album molto importante, sia per il fatto che è stato registrato a New York, sia per la collaborazione con grandi esponenti americani della scena del Jazz a livello mondiale. Prima di presentarli, ci racconti l'empatia che vi ha accompagnato in questa collaborazione? Realizzare 'Disordine' è stata un’esperienza incredibile. Ricordo l’emozione, mista ad una sana paura, nell’incontrare questi grandi musicisti per la prima volta ma dal primo accordo tutto è stato “facile”, lineare, diretto, vero. Ci siamo visti al Michiko Rehearsal Studios a Manhattan, una sala prove bellissima, prima di entrare in studio di registrazione (Acoustic Recording di Michael Brorby), per provare i pezzi. Mi sono resa conto, ancora una volta, di come la musica abbia il potere universale di mettere in contatto e far comunicare persone diverse, che parlano lingue diverse, che hanno origini differenti. In quel momento l’unica cosa che interessava a tutti era la musica e tutti eravamo al servizio di essa. 


Aaron Goldberg (pianoforte)
Scegliere un pianista per realizzare un album di canzoni “contaminate” dal jazz non era cosa semplice. Serviva intelligenza musicale, sensibilità ed attitudine alla melodia. Quando ho sentito “Burrito” di Aaron e Guillermo Klein ho sussultato… ho pensato “lui è quello giusto!”. Mi ha regalato soli virtuosi ed emozionali.

Ugonna Okegwo (contrabbasso)
Ugonna Okegwo è stato grande. Una cosiddetta “roccia”. Un suono incredibile e presente. Sempre sorridente e rilassato, alla prima nota mi ha “ribaltata”.


Lawrence Leathers (batteria)
Lawrence Leathers aveva l’”ingrato” compito di fare la differenza dell’album. La sua batteria scandisce non solo ritmicamente ma riassume le peculiarità di ogni brano. Tocco leggero ma intenzione definita.


Daniel Bestonzo (tastiere)
Conosco Daniel Bestonzo da diversi anni e, prima di Disordine, avevamo già collaborato. E’ un grande professionista capace di spaziare dal pop al jazz, dal funky al rock. Il suo contributo con keyboards e programming ci ha aiutati a portare l’album nella direzione che avevamo in mente.


Dario Chiazzolino (chitarra)
Dario Chiazzolino è uno dei più grandi talenti della nostra generazione. La nostra collaborazione nasce nel 2010 ed è stata per me “fortunata” perché abbiamo una visione comune e sentita della musica e del “fare musica”. Oltre ad aver suonato la chitarra, ha curato gli arrangiamenti e ha prodotto artisticamente con me questo mio secondo album.

Musiche classica e Jazz, plasmate dal tuo cantautorato, portano 'Disordine' ad essere un album pop con influenze precise e quasi pure. Dodici i brani che portano la tua firma, e alcuni anche quella 'fatata' di Dario Chiazzolino. Sembra tutto messo al posto giusto, ma in realtà è 'Disordine'. Qual è il percorso, o la ricerca, relativi a questo album? “Disordine” raccoglie molte cose: le scoperte, le passioni, i viaggi, la costante ricerca di qualcosa di bello. I brani sono nati nel tempo, alcuni in solitudine, abbracciata solo alla mia chitarra, altri sono frutto dello scambio musicale con Dario di questi ultimi anni. E’ stato naturale volerne fare un album, voler fermare le immagini, i suoni, gli istanti della vita. “Disordine” per me è una fotografia, ogni canzone è uno scatto con diversi tempi di esposizione… proprio a seconda di quello che rappresenta, di quanta nitidezza o movimento porta con sé.

Presentiamo i brani...

L'animale
E’ la traccia di apertura, uno dei brani più “aggressivi” dell’album. E’ una canzone che parla di battaglie, sopravvivenza e desiderio. Dopo sei anni dal primo album aveva un senso per me aprire con questo brano.

Disordine
E’ la canzone “manifesto”. Il mio disordine è un diverso modo di fare ordine. Dà il titolo a questo lavoro e rappresenta un’idea precisa di come desidero vivere.

Amo Amabilmente
E’ una ballata in cui Chiazzolino e Goldberg hanno giocato, con un interplay meraviglioso, a renderla per me magica. E’ una canzone d’amore in cui le mie radici fanno da scenografia. Rimini e l’amore sono protagoniste indiscusse di questa storia.

Sette Ore
E’ un brano a cui sono molto legata perché è stata la prima canzone scelta per far parte di “Disordine”. C’è un bellissimo solo di Chiazzolino, incalzante ed energico che diventa una caratteristica del pezzo.


Come la Neve
Amo molto questo pezzo perché parla di un cambiamento inaspettato che porta serenità, novità dopo la tempesta. Ogni volta che lo canto mi riporta a quel momento in cui ho capito che avevo davanti una nuova strada da percorrere. 


Quando c'è la Luna
E’ un brano in 5/4 che si apre al 6/4 nel ritornello. Alterna due momenti piuttosto distinti sia nella musica sia nel testo. A seconda della luce sotto la quale si guardano le cose, la realtà cambia e si fa nuova, diversa, a volte più interessante. 


Sorpresa Sia
E’ una festa!In questa canzone l’intro di piano di Goldberg, intenso e delicato, prepara al ritornello e ad un solo sognante. La canzone forse più pop di tutto l’album.

Sabbia e Vento
Sabbia e vento parla di turbamenti… anche qui si alternano 4/4 e 3/4 in maniera ciclica e questo alternarsi è una sorta di turbamento. Proprio come accade nella vita.


Un Orizzonte Blu
E’ una bossa-nova che fa da trait d’union col mio precedente album Molo 22 che vedeva una forte influenza sudamericana. E’ un brano leggero, delicato.


Resterà
E’ l’unica traccia “voce e chitarra”. In entrambi gli album ho voluto inserire una traccia in cui sono “al naturale”, una traccia “nuda”. E’ un brano intimo, è un saluto a qualcuno che non c’è più e una carezza a chi è rimasto.


Un Solo Tempo
Un solo tempo chiude il mio “Disordine”. Una canzone in 7/8 che ha una sola battuta da 4/4 nel ritornello… lo svolgimento musicale è quindi antitetico rispetto al titolo. Un solo tempo è il battito del cuore, che è unico ed ognuno ha il suo. 


Facciamo un passo indietro. Nel 2005 ti trasferisci a Torino, città di elevate risorse musicali, dove lavori al tuo album d'esordio uscito nel 2009. 'Molo22' palesa l'affetto per le tue origini riminesi ed è una raccolta di canzoni che ti hanno portato ad esibirti anche in Francia e in Spagna. Qual è, o com'è, il rapporto 'musica Jazz-Italia'? Il mio arrivo a Torino ha segnato il mio incontro con il mondo del jazz. Semplicemente, negli anni, ho sempre voluto al mio fianco sul palcoscenico e nella realizzazione dei miei album musicisti che avessero quell’imprinting. Non sono una jazzista ma una cantautrice a cui piace vestire le proprie canzoni con contaminazioni jazz, ma anche con rimandi alla musica classica e a tutto ciò che mi piace. Stai già lavorando al tuo prossimo lavoro. Tra l'uscita e i tuoi progetti, cosa ci puoi anticipare? Il 2017 si prospetta un anno bello e ricco di uscite. A marzo uscirà un libro scritto con Sara Alice Ceccarelli, scrittrice e giornalista riminese doc - come me! - che sarà accompagnato da un EP con due inediti e tre canzoni “riportate all’origine”, eseguite in versione acustica. Ma sarà anche l’anno di uscita del mio terzo album che sto registrando con la mia band che “guarda il caso” sono tutto jazzisti :-D Mecco Guidi al piano, Piero Simoncini al contrabbasso, Michele Iaia alla batteria. Poi ci saranno degli ospiti, vecchi amici e nuovi amici che “giocheranno” con noi in questo album n.3 che, al momento, è ancora senza nome ma è pieno di nuove canzoni.

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