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I bambini sorridenti sui nuovi giochi, le famiglie riunite, gli amici a ritrovarsi proprio dove erano cresciuti insieme. E, tra ricordi ed emozioni, la gioia di vedere che i sogni di Matteo continuano a prendere forma. È stato un pomeriggio di partecipazione e affetto quello vissuto domenica 27 settembre al Villaggio Pegaso di Inveruno, per l’inaugurazione del parchetto di via Fratelli Rosselli, riqualificato nel ricordo di Matteo Losa. Tantissimi cittadini hanno voluto esserci, trasformando l’appuntamento in una festa di comunità. I più piccoli hanno subito provato le nuove attrezzature, lasciandosi coinvolgere nei momenti di svago promossi dai ragazzi del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Un protagonismo giovane che ha dato concretezza a uno dei desideri di Matteo: offrire alle nuove generazioni occasioni per partecipare e prendersi cura dei luoghi nei quali vivono. Ad accompagnare il pomeriggio anche le apprezzate proposte gastronomiche del Corpo Musicale Santa Cecilia, che hanno contribuito al clima conviviale. Al centro, soprattutto, c’era lui. Matteo, giornalista, fotografo, scrittore e testimonial AIRC, scomparso nel 2020 a soli 37 anni. Il ragazzo orgoglioso del suo quartiere, dei pomeriggi trascorsi tra partite a “quindicino”, sfide di green volley e amicizie. Grazie alla scelta della mamma Maria Angela “Gelly” Togliardi di sostenere la riqualificazione, quello spazio è tornato a offrire nuove occasioni di incontro, custodendo una parte della sua storia. A rendere ancora più emozionante la giornata è stato l’annuncio di Francesca Favotto, sua storica fidanzata: “Un altro giorno insieme”, il romanzo di Matteo, è diventato un film. Diretto da Alessandro Guida, sarà presentato lunedì 19 ottobre a Roma nell’ambito di Alice nella Città, la rassegna parallela alla Festa del Cinema. Un passaggio dal libro al grande schermo che porta con sé un desiderio coltivato dallo stesso autore. “Abbiamo cercato di essere fedeli al libro di Matteo”, ci racconta Francesca, che ha collaborato alla stesura del copione. Il messaggio che ha voluto preservare è quello di una vita che conserva desideri, relazioni e possibilità anche nella malattia, senza lasciare che sia quest’ultima a definire una persona. “Matteo diceva sempre che il suo libro arancione sarebbe diventato un film. Il libro tra l’altro è uscito l’1 settembre 2020, un mese dopo la morte. La produzione ha insistito e voluto davvero portare avanti il progetto”. È prevista anche l’uscita nelle sale cinematografiche, per la quale si attendono ancora le date. Nelle parole di Francesca si ritrovano la determinazione di Matteo e l’impegno con cui lei ha continuato ad accompagnarne i sogni: “Matteo ha tenuto duro quando era in vita, e io tanto quanto lui, questo non è solo l’occasione di far conoscere lui ma soprattutto i suoi valori e le sue idee: lui non era la sua malattia”. Al Villaggio Pegaso, quel messaggio ha trovato una forma semplice e concreta: bambini che giocano, ragazzi che organizzano, persone che si incontrano. Negli stessi spazi dei suoi pomeriggi, il ricordo di Matteo continua a generare amicizie, partecipazione e nuove storie da vivere insieme.
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