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lunedì 23 febbraio 2026 | ore 17:18

Sanremo 2026: sogni, voci e stelle

Dal 24 al 28 febbraio 2026 torna la grande festa della canzone italiana. Il 76º Festival di Sanremo si prepara ad accendere i riflettori sul Teatro Ariston, con cinque serate di musica, emozioni e ospiti che attraversano generazioni.
Musica - Ingresso teatro Ariston di Sanremo

C’è un momento dell’anno in cui l’Italia si ferma, si siede sul divano e si ritrova, quasi senza accorgersene, a parlare la stessa lingua: quella delle canzoni. Dal 24 al 28 febbraio tornerà il Festival di Sanremo, il numero 76 di una storia che continua a rinnovarsi senza perdere il suo fascino.

Il cuore sarà ancora una volta il Teatro Ariston, luogo simbolo della canzone italiana. Cinque serate in diretta, trenta artisti in gara tra i Campioni e quattro giovani pronti a farsi conoscere nella sezione Nuove Proposte. Ma, come sempre, Sanremo non è solo una competizione: è un racconto collettivo, uno specchio del tempo che viviamo.

Alla guida ci sarà Carlo Conti, chiamato a dare ritmo e misura alla kermesse. Accanto a lui, una presenza internazionale come Laura Pausini, capace di parlare a pubblici diversi e di portare sul palco quell’energia che unisce esperienza e passione. Una conduzione che promette equilibrio tra tradizione e novità.

Tra i nomi attesi in gara si rincorrono artisti di generazioni differenti: da Arisa a Fedez, passando per ritorni importanti e collaborazioni inedite. Il Festival 2026 sembra voler puntare proprio su questo: mescolare linguaggi, far dialogare pop e cantautorato, rap e melodia, sperimentazione e classicità.

Non mancheranno le serate speciali, a partire da quella dedicata alle cover, uno dei momenti più amati dal pubblico. È lì che spesso si creano sorprese, riletture inaspettate e duetti capaci di far parlare per settimane. E poi gli ospiti, italiani e internazionali, chiamati ad arricchire il palco dell’Ariston con performance che vanno oltre la gara.

Sanremo 2026 avrà anche uno sguardo rivolto all’Europa: come da tradizione, il vincitore rappresenterà l’Italia all’Eurovision, portando con sé non solo una canzone, ma un pezzo del nostro immaginario musicale.

In fondo, ogni edizione del Festival è diversa, ma resta fedele a se stessa. Cambiano i volti, cambiano le mode, cambiano i suoni. Resta però quella sensazione di attesa condivisa, di discussioni al bar il mattino dopo, di ritornelli che entrano nelle case e nelle scuole. Sanremo non è solo uno spettacolo televisivo: è un rito collettivo che, anno dopo anno, continua a raccontare chi siamo.

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