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lunedì 06 dicembre 2021 | ore 03:56

Mario, barbiere d'altri tempi

L'attività aperta nel 1957 in zona Arco della Pace a Milano e, oggi, eccolo ancora lì, intento a tagliare i capelli o la barba. Mario Delle Fave, storico barbiere.
Milano / Storie - Mario Delle Fave (Foto Eliuz Photography)

La classica e immancabile giacca rossa, in mano, poi, beh… neanche a dirlo forbici e pettine e sul volto e nella voce la semplicità e la gentilezza che sono il suo ‘marchio di fabbrica’. Il tempo, allora, di aprire la porta e entrare ed è come tornare indietro negli anni. Gli arredi, i singoli particolari e tutto ciò che sta attorno, alla fine, raccontano, infatti, di un amore immenso, straordinario e speciale per la sua professione; e lui innamorato di quel lavoro lo è, eccome, da tutta una vita, dal lontano 1957, ma, in fondo, più in generale fin da quando era ancora un ragazzino. Barbiere da sempre e per sempre, insomma: già perché Mario a Milano è un vero e proprio pezzo di storia della città, dove ha cominciato a muovere i primi passi nel 1947 e dove, oggi, nell’anno delle 92 candeline è ancora uno dei punti di riferimento per un taglio di capelli o per sistemare la barba. “Ricordo la prima volta che sono arrivato qui - racconta lo stesso Mario Delle Fave - Il dopo guerra sullo sfondo, i segni del conflitto mondiale ben visibili lungo le strade e nei diversi quartieri e la gente che, un po’ alla volta, stava cercando di ricostruirsi il presente ed il futuro. Devo ammettere che all’inizio c’è stato come un senso di smarrimento, misto, però, alle emozioni (tante, tantissime)”. Milano / Storie - La bottega di Mario E, dopotutto, diversamente non avrebbe potuto essere per lui che, lasciato il sud Italia, aveva raggiunto, appunto, il capoluogo lombardo, per cercare di svolgere l’attività che sognava. “Il parrucchiere, era questo che volevo fare - prosegue - e così prima ho lavorato in una bottega, per decidere, quindi, nel 1957 di aprire un mio negozio nella zona dell’arco della Pace, per la precisione in via Gherardini”. Tra la metà e la fine degli anni ’50, allora, è questo il periodo in cui inizia la bellissima storia del signor Mario. “Da quel momento non mi sono mai più mosso - commenta - Tante le persone che sono venute, adulti e giovani, personaggi dello sport, del cinema e del teatro, importanti figure di grandi aziende e molte altre”. Una passione unica, eccezionale e enorme che l’ha portato a scrivere pagine e pagine di storia della Milano di ieri e di oggi; un amore straordinario, da una parte per il suo lavoro, dall’altra per la famiglia e, poi, per l’opera, di cui ha moltissimi ricordi proprio nel suo negozio. “Non c’è stato un solo istante in cui abbia pensato di smettere - conclude - Certo, prima o poi lo so che arriverà il momento di lasciare, dopotutto sulla carta d’identità c’è scritto classe 1929, ma quando abbasserò definitivamente la saracinesca, me ne andrò con la consapevolezza di averci messo ogni giorno la massima cura per la mia professione, grazie alla quale sono cresciuto sia dal punto di vista professionale sia umano. Il segreto sta appunto nel lavorare con attenzione, impegno e dedizione, senza dimenticare che la gentilezza e la cura del cliente sono alla base di tutto. A chi mi chiede un consiglio da dare a quanti fanno o inizieranno a fare i barbieri, è proprio questo: lo ripeto, ricordatevi la gentilezza e la cura per la gente che entra nella vostra bottega. Poi, ovvio, i tempi sono cambiati, la professione è differente rispetto a quando ho cominciato, però, in modo particolare, si è modificata nella parte pratica (dalle tipologie di taglio dei capelli o della barba alle strumentazioni che si utilizzano), mentre le due cose sono e dovranno restare per sempre fondamentali”. (Foto Eliuz Photography)

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