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venerdì 23 aprile 2021 | ore 10:02

Centri lavorazione selvaggina

La Regione Lombardia, su proposta dell'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, ha approvato un bando da 360 mila euro per la nuova costruzione di centri di lavorazione della selvaggina e centri di sosta e per ristrutturazione e ammodernamento di quelli esistenti.
Attualità - Centro lavorazione selvaggina (Foto internet)

La Regione Lombardia, su proposta dell'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, ha approvato un bando da 360 mila euro per la nuova costruzione di centri di lavorazione della selvaggina e centri di sosta e per ristrutturazione e ammodernamento di quelli esistenti. "Negli ultimi anni - ha dichiarato l'assessore Rolfi - gli ungulati selvatici, soprattutto cinghiale, cervo e capriolo, si stanno espandendo sia territorialmente sia numericamente in tutte le aree alpine e appenniniche del territorio lombardo e in numerose aree di pianura intensamente coltivate e densamente abitate. Questo sta causando danni sia alle colture sia all'uomo, come documentato dai numerosi incidenti stradali. Abbiamo promosso una nuova legge regionale per aumentare gli abbattimenti, ma è necessario anche avere strutture per lavorare la carne. Per questo servono centri adeguati, necessari per le visite veterinarie". L'attuale panorama lombardo contempla la presenza di circa 30 centri di lavorazione, nonché di diversi centri di sosta, ossia strutture presso la quale si depositano temporaneamente e in appropriate condizioni igieniche le carcasse della selvaggina selvatica abbattuta in attesa del trasferimento a un centro di lavorazione della selvaggina. "Possono presentare domanda di partecipazione - ha aggiunto l'assessore - Province, Città metropolitana, Comuni in forma singola o aggregata e Comunità Montane. C'era grande attesa nelle zone alpine e prealpine per questi finanziamenti. La proliferazione incontrollata della fauna selvatica è un problema che dobbiamo trasformare in risorsa". La dotazione finanziaria ammonta complessivamente a 360.000 euro e si configura quale contributo a fondo perduto per il rimborso delle spese sostenute fino ad un massimo del 100% del costo totale del progetto, per interventi realizzati nell'anno 2021. Gli interventi finanziabili sono la nuova costruzione di centri di lavorazione della selvaggina e centri di sosta, la ristrutturazione, ammodernamento, manutenzione straordinaria e adeguamento alle vigenti normative igienico - sanitarie e in materia di sicurezza, nonché ampliamento di centri di lavorazione della selvaggina e di centri di sosta esistenti e l'acquisto di macchine e attrezzature per lo svolgimento delle attività del centro di lavorazione della selvaggina e di centri di sosta.

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