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giovedì 23 maggio 2024 | ore 10:57

"Tamponi e test... dei paesi tuoi"

Perchè invece che i Comuni, che hanno dovuto organizzarsi in proprio, non li hanno programmati Regione e Città Metropolitana per offire un servizio per tutti? Invece così, i Comuni che li fanno li offrono (a pagamento) solo ai residenti. E gli altri?
Vanzaghello - Test Covid.4

Con l'avvicinarsi delle festività natalizie si sta creando una strana e improvvisa corsa al tampone. Una ricerca spasmodica per capire se si è positivi o, tramite il test sierologico, si è entrati in contatto con il Coronavirus in passato. Un processo auspicabile, senza dubbio, che forse si doveva e poteva fare già a marzo e aprile o a ottobre di quest'anno. Invece, se nella prima ondata, la gestione dei tamponi e dei test sierologici è stata abbastanza fallace (ricordiamo anche agli operatori sanitari sono stati effettuati i test dopo oltre due mesi dall'inizio dell'epidemia), all'inizio di questa seconda ondata il sistema sembrava funzionare. Poi l'onda dei contagi e il mancato tracciamento ha fatto storia...
Ma la grande domanda è? Perchè ogni paese si sta organizzando in forma autonoma per fare test e tamponi? Non si potevano fare di zona in modo organizzato per aree? Qui le risposte un po' mancano e si inizia a pensare male, spesso prendendoci. Senso di protezione o senso di 'apparizione' all'opinione pubblica? Volontà di far servizio ma con un vero risparmio?
Insomma... Perchè invece che i Comuni, che hanno dovuto organizzarsi in proprio, non li hanno programmati Regione e Città Metropolitana per offrire un servizio per tutti? Invece così, i Comuni che li fanno li offrono (a pagamento) solo ai residenti. E gli altri?
Sembra infatti, confermato da più sindaci, che le richieste fatte agli enti 'superiori' siano decadute nel vuoto... anzi, soprattutto nella prima ondata, sembra vi sia stata una diffida a realizzare simili iniziative.

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