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domenica 12 luglio 2020 | ore 13:56

Husqvarna Svartpilen 701

Husqvarna è un’azienda che più di altre ci ha abituato a design, forme e soluzioni stilistiche particolari, insomma ad un’estetica che divide i motociclisti.
Motori - Husqvarna Svartpilen 701

Husqvarna è un’azienda che più di altre ci ha abituato a design, forme e soluzioni stilistiche particolari, insomma ad un’estetica che divide i motociclisti in quelli a cui piace e quelli che invece non la digeriscono. Opinione di tutti è, però, la certezza della sostanza delle moto Husqvarna, sia in termini di ciclistica sia in quelli prestazionali. Da sempre votata al fuoristrada con contaminazioni nel Motard la casa Svedese ha osato con un concept, presentato in EICMA ormai sei anni fa, con linea filante, moderna, nuova di quella Vitpilen 401 ma soprattutto stradale. L’interesse suscitato e la volontà di KTM, del cui gruppo fa parte Husqvarna dal 2013, ha portato alla presentazione, nel 2017, della Vitpinel e Svartpilen 401. La prima con declinazione Cafè Racer moderna, la seconda più orientata verso la terra e agli ovali da flat track. Da queste era inevitabile l’affiancamento con altrettanti modelli di cubatura superiore, visto che in casa avevano il monocilindrico da circa 700 cc con cui KTM equipaggia i modelli 690. Stesso telaio e stesse (Poche le differenze limitate alla coda) sovrastrutture e poche altre piccole differenze capaci però di rendere diverse le due moto come comportamento dinamico e stile di guida. Eccoci quindi in sella alla Svartpilen 701 2020, meno educata della due sorella VITPILEN con cui divide il telaio e le sovrastrutture (Poche diversità limitate alla coda) e altre piccole differenze capaci però di rendere diverse le due moto sia come comportamento dinamico sia come stile di guida. Telaio a traliccio a vista e serbatoio, fianchetti e codino che si susseguono in una linea continua come fossero una monoscocca. Inusuale, ma del resto tutta questa moto è così, il taglio che unisce i due gusci, non una banale linea longitudinale ma una linea spezzata che diventa parte integrante del design, interrotta dal bel tappo per il rifornimento. Asimmetrica anche la linea con la parte sinistra che sfugge via verso la coda, mentre la destra si prolunga in basso a imitare la tabella portanumero che sovrasta il raffinato silenziatore di scarico. Snella, leggera, circa 160 kg, maneggevole, amichevole, ma non fatevi ingannare, il mono quattro valvole sprigiona ben 75 cavalli di razza e complice un cambio con rapportatura corta rende la Svartpilen decisamente scattante e pronta al comando del polso destro. Un motore a cui fa eco una ciclistica svelta e precisa, capace di mantenere la linea impostata e fiondarsi nelle curve con una velocità incredibile. Imbattibile nel misto stretto dove il limite può essere solo, oltre al pilota, nelle gomme tassellate quando si esagera nelle pieghe, anche se le Pirelli MT 60RS si dimostrano decisamente adatte a questa filosofia di moto. Gomme montate su bellissimi cerchi a raggi che permettono comunque il montaggio di pneumatici tubeless. Danza sulle curve con agilità e i cambi di direzione sono fulminei grazie anche al ridotto peso che aiuta molto a controllare una che porta sicuramente ad osare in sicurezza. Puro divertimento su strada e certamente quando questa si sporca e diventa terra battuta, se si è capaci, questo viene amplificato. Una moto che in città diventa una complice inaspettata per trasferimenti veloci, snella, maneggevole e con un bel tiro in basso, scattante ai semafori e quando ci si deve disimpegnare velocemente nel traffico. L’unico appunto alla capacità di carico inesistente a meno di mettersi uno zainetto o una borsa da serbatoio, ma con quest’ultima si andrebbe a rovinare un’estetica che chi sceglie questa moto preferisce mantenere. Facile e sicura dove, nonostante la semplicità generale, è presente un ottimo Traction Control e un valido l’ABS, entrambi escludibili. Tanta sostanza anche nelle sospensioni, tarate sul rigido, WP APEX. Frenata affidata a una coppia di dischi, anteriore da 320mm e posteriore da 240mm, con pinze Brembo; molti avrebbero magari gradito il doppio disco posteriore, ma di fatto questa unità frenante ha dimostrato di essere altamente all’altezza delle prestazioni. Una vera Fun Bike capace di conquistare fin dai primi chilometri che è un peccato usare solo per andare al bar, una moto che non passa inosservata e che si distingue dalla massa. Un giocattolo per adulti dove servono circa € 8700,00 per metterselo nel box

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