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domenica 25 agosto 2019 | ore 06:25

Sapori lungo il Naviglio

“La possibilità di rivivere l’esperienza di centinaia di navigatori” assaporando le prelibatezze locali sul Naviglio Grande (il canale più antico e più importante) da Castelletto di Cuggiono.
Territorio - Sapori lungo il Naviglio.10

“La possibilità di rivivere l’esperienza di centinaia di navigatori”, introduce Carlo Ferrè, presidente del Consorzio dei Comuni dei Navigli, con un breve tour in barca (anche se oggi proposto con imbarcazioni moderne ripercorre il percorso tradizionale) sul Naviglio Grande (il canale più antico e più importante) da Castelletto di Cuggiono, dall'approdo utilizzato già nel lontano passato, dove ora si colloca la Cascina Galizia , esempio virtuoso di conservazione della tradizione e sguardo al futuro, fino a Bernate Ticino. Una via d’acqua con un valore fondamentale sia per il territorio sia per Milano e un’importanza dal punto di vista economico, sociale e militare. L’atmosfera della bella giornata di sole, la dolcezza del battello che scivola sull’acqua ed è possibile immaginare, ricordando anche le sequenze dell’’Albero degli zoccoli’, girato in queste zone da Ermanno Olmi, quanto questo canale fu essenziale per il territorio e per Milano. Trasportava infatti tutto quanto poteva servire per migliorare la qualità di vita dei milanesi (derrate alimentari e materiale da costruzione, persino i marmi utilizzati per la costruzione del Duomo, reso possibile nella sua edificazione grazie al trasporto dei materiali pesanti attraverso questa via di comunicazione), ma anche persone. Nel tratto percorso, che va da Turbigo a Bernate (unico Comune con una serie di abitazioni affacciate direttamente sull’acqua e la bellissima Canonica agostiniana), alcune presenze importanti, come il villaggio del Rubone (probabilmente di cavatori/minatori, abbandonato nel tempo e caratterizzato dalla torre di avvistamento). È Gian Pietro Beltrami, Presidente del Parco del Ticino, che spiega il significato del press tour di venerdì 10 maggio: “Una giornata per conoscere da vicino il territorio, attraverso il sistema di navigazione che ha recuperato una tradizione antichissima lungo il Naviglio Grande e poi degustando i prodotti a marchio Parco Ticino, per una fruizione completa. Un territorio da valorizzare e rimasto troppo tempo ‘dormiente’, che nella biodiversità, nella sua bellezza, nel mantenimento dell’ambiente e della natura, necessita di svilupparsi sul piano turistico e agroalimentare (150 prodotti di eccellenze che meritano di essere conosciuti). Da un primo agriturismo nato tanti anni, nel 1981, la Cascina Caremma, contiamo oggi quasi 150 agriturismi sul nostro territorio. L’obiettivo è chiaro: far diventare il territorio armonizzato, con un brand identificato che lo caratterizzi e faccia sentire tutti i soggetti appartenenti a un territorio unico da valorizzare”.
Un tratto chiamato ‘delle Delizie: dal ‘400 al ‘700 questo percorso era utilizzato dalle più importanti famiglie aristocratiche di Milano (molte famiglie nobili avevano addirittura costruito le proprie residenze di villeggiatura, come Villa Clerici a Castelletto di Cuggiono, che si affaccia con un proprio approdo sul Naviglio Grande) per la villeggiatura estiva, raggiungendo il territorio in alcune località ritenute particolarmente salubri e belle da vivere, soprattutto durante l’estate. Il turismo legato all’acqua permette di scoprire il territorio e tutto ciò che ha da offrire dal punto di vista naturalistico, storico, artistico e gastronomico.
Così, come da denominazione del progetto, ‘L’appetito viene viaggiando… nel Parco del Ticino’ (e tappa del progetto ‘Wonderfood & Wine’ di Regione Lombardia)… l’appuntamento promosso dal Consorzio dei Comuni dei Navigli e il Consorzio Produttori Agricoli Parco del Ticino (nell’ambito di una serie di eventi dedicati), voluto per valorizzare, dal punto di vista del turismo e dell’enogastronomia, il territorio del Parco del Ticino. Giunti nuovamente alla splendida Cascina Galizia, un aperipranzo, preparato dallo chef Maurizio Pirrone, ha permesso di degustare prodotti di ottima qualità e di ascoltarne la presentazione. Valeria Tarantola, insieme alla sorella Anna, sono le proprietarie della Cascina Galizia e ne raccontano la storia: “Cascina Galizia è un luogo che è stato abitato dai Celti, con ritrovamenti certificati di quel periodo (XII sec. a.C.) e anche di epoca imperiale (V sec a.C.). La parte più antica è stata successivamente legata ai monaci domenicani e a Sant'Eustorgio a Milano, al tempo in cui si utilizzava l'approdo sul Naviglio anche per il trasporto dei marmi di Candoglia per il Duomo di Milano. Nel 2008, anno in cui è iniziato il restauro, aveva l’aspetto di un rudere”. Sapienti lavori di ristrutturazione hanno permesso di recuperarlo e di realizzare dal 2014 un agriturismo che propone servizi di ospitalità e di ristorazione, con cibi a km0 (carni bovine, confetture, succhi di more e mirtilli, miele di acacia e millefiori, riso carnaroli, farina di mais, salumi ecc.) e a marchio Parco Ticino (il marchio del Parco caratterizza prodotti legati a una logica di tipo salutistico, con un uso quasi nullo di conservanti, semplici, legati alle tradizioni). Quello a cui si sta assistendo in questi anni è proprio il ritorno della famiglia in cascina. Ai tempi descritti nel film ‘L’albero degli zoccoli’ diverse famiglie convivevano nella cascina. Oggi c’è un ritorno di questo modello autonomo di vita contadina, con aziende che provano a riproporlo, ovviamente diversificando il tipo di agricoltura, con la rotazione delle colture e la vendita diretta, evitando o riducendo l'uso di fertilizzanti e diserbanti chimici. È una capacità, quella dell’azienda, di produrre nel rispetto delle risorse naturali, avendo come intento la tutela paesaggistica e ambientale.
Occorre incentivare e promuovere le attività sul territorio, in un'ottica di sviluppo sostenibile, anche attraverso la navigazione sul Naviglio Grande, coinvolgendo anche le scuole, affinché sin da piccoli si impari la valorizzazione di un’area unica e così ricca dal punto di vista naturalistico e storico.

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