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mercoledì 06 luglio 2022 | ore 21:14

La Festa d'in giò e del Rione Naviglio

Turbigo - Festa d'in giò 2009

Momenti di festa al Rione Naviglio di Turbigo domenica scorsa per la tradizionale ‘Festa d’in giò’, in onore della Chiesa Sussidiaria dei SS. Cosma e Damiano, da qualche anno celebrata insieme a quella rionale. “Festeggiamo unitamente le due ricorrenze, proprio perché cadono più o meno nello stesso periodo – commenta Giorgio Re, responsabile del rione – Per unire le forze e le idee”. Una festa caratteristica e suggestiva, che vanta una tradizione plurisecolare e che riguarda la parte bassa del paese, quella che tende verso il Ticino, in contrapposizione con la parte alta, dove si trova la Chiesa Parrocchiale, la ‘Gesa in sü’ appunto.
“Siamo molto soddisfatti della buona riuscita della manifestazione, che ha visto un’ottima partecipazione della popolazione, merito anche forse della bella giornata soleggiata e calda, che ha invogliato le persone a uscire – spiega Giorgio Re – I proventi come al solito andranno a favore delle opere di restauro della Chiesa Sussidiaria, che quest’anno ha già visto i primi interventi agli angioletti posti sopra l’altare di San Carlo, rovinati da delle infiltrazioni d’acqua”.
Il programma della giornata è stato come al solito molto ricco e vario, un mix di sacro e profano, di tradizione popolare e religiosa, che negli anni ha saputo sempre richiamare l’attenzione del pubblico, a partire dalle numerose bancarelle lungo le Vie Fredda e Volta, piene d’oggetti d’artigianato prodotti da artisti locali, tra cui una mostra di quadri del pittore turbighese Pino Colombo e gli angoli di degustazione dei piatti tipici della zona.
Ma il momento clou è stata la celebrazione della Santa Messa solenne delle 11, in cui si è bruciato per la prima volta il ‘Bâlon d’in giò’, un piccolo pallone di bambagia, sospeso sull’altare della chiesa, che prende fuoco dalle tre candeline innalzate dal sacerdote durante la messa, a rappresentare la vita dei due martiri che si è consumata nella fede ardente della Santa Trinità, seguita dalla recita del Santo Rosario nel pomeriggio, dalla benedizione eucaristica in chiesa e dalla ripetizione della cerimonia del ‘Bâlon d’in giò’ sul sagrato però, momento questo, che ha catturato l’attenzione di tutti i presenti.

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