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giovedì 09 aprile 2020 | ore 22:44

I 14enni in pellegrinaggio al Sacro Monte

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(VIDEO) Salire verso l'alto (per raggiungere il Signore), ripercorrere i cinque misteri del rosario (nel mese di maggio, tradizionalmente dedicato a Maria), pregare insieme e riflettere sulla propria fede (tappa fondamentale della 'professione di fede').
Anche quest'anno, i sentieri del Sacro Monte di Varese sono stati invasi da una miriadi colorata di ragazzi e ragazze di tutta la Diocesi Ambrosiana e, anche dai nostri paesi, sono stati molti i giovani che accompagnati dai loro catechisti hanno intrapreso questo significativo pellegrinaggio.
E' un appuntamento tradizionale che “vuole unire il tema del cammino e il tema di Maria per i ragazzi che vivono un periodo di cambiamenti” comespiega don Samuele Marelli, direttore della FOM.
In piccoli gruppi, e accompagnati dal proprio educatore, i ragazzi sono arrivati alla XIV stazione meditando alcuni brani del Vangelo e recitando il rosario per tutta la salita. Raggiunta la fine del cammino, tutti insieme in cima, un po’ stanchi ma sempre vivaci, tutti i ragazzi si sono radunati insieme per partecipare al momento centrale di questo pomeriggio di festa nella fede. Mons. Mario Delpini, Vicario Generale della Diocesi ha rotto subito il ghiaccio dicendo di desiderare di voler essere un “grande condottiero che può contare su gente che ha voglia di fare, su un grande esercito”. Filo conduttore del pomeriggio erano le domande della vita, quelle che un ragazzo si comincia a porre perché si accorge di crescere e voler capire di più gli altri e il mondo. Durante il suo intervento, il vicario generale ha detto che esistono tanti tipi di domande da farsi, quelle “bambine, complessate e armate, fatte più per l’ossessione di farle, più che per accettare a ricevere delle risposte. Le domande cristiane, invece, sono quelle che si rivolgono a Gesù e che nascono dalla sua persuasione. Fare domande a Gesù è un modo per professare la fede. E’ un modo per dire - mi fido di te, perciò ti rivolgo domande! - Le domande cristiane dicono il mio desiderio di essere felice dipende da un altro, da Gesù. E’ una domanda simile. E’ come se Gesù dicesse: - voi cosa dite di me? - come se dicesse -dalle vostre risposte dipende se la mia missione è un fallimento o ha raggiunto il suo scopo”. Dopo l’omelia, la preghiera è continuata con la recita del Regina Coeli per tutte le attese e le domande dei ragazzi in questo momento fondamentale per la loro vita: la fine delle scuole medie in particolare e tutto ciò che accompagna l’inizio dell’adolescenza. Infine c’è stato il momento del “mandato”, ovvero della consegna delle croci da parte degli educatori, segno da portare non solo al collo, ma ogni giorno della nostra vita. E proprio questo legame fede-vita ad essere il punto centrale per don Martino Mortola, giovane originario della parrocchia San Luca Evangelista di Milano, sacerdote dallo scorso Giugno che ha portato i suoi 60 ragazzi della comunità pastorale San Maurizio di Cassano Magnago: “accompagnare i ragazzi al Sacro Monte, come prete significa sperimentare un senso di paternità verso di loro: la fede centra con tutto e può aiutarci a vivere ed affrontare le domande importanti della vita, come ci ha detto Monsignor Delpini”.
Una gioventù diversa esiste, una gioventù che si pone domande alte per vivere nel quotidiano secondo una fede e un sentire che li porta a vivere la gioia e a donarla agli altri.

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