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Obesità: Italia in prima linea

La proposta di legge di iniziativa dell’On. Roberto Pella è stata approvata il 28 maggio in Commissione Affari Sociali della Camera, ed è stata calendarizzata per la votazione in Aula. Punti centrali: riconoscimento dell’obesità come malattia e inserimento nei Lea.
Salute - Obesità (Foto internet)

L’Italia ambisce ad avere la prima legge al mondo sull’obesità. Una legge che la riconosca come una malattia inserendola nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e ponendola del tutto a carico del Servizio sanitario. Si tratta della proposta di legge contenuta nell’Atto della Camera dei Deputati n.741 della XIX Legislatura del 28 dicembre 2022 su “Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità” di iniziativa dell’On. Roberto Pella, Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili”, Deputato di Forza Italia. L’Atto, assegnato alla 12ª Commissione permanente (Affari sociali) della Camera dei Deputati il 16 febbraio 2023, e approvato lo scorso 28 maggio presso la medesima, approderà per la votazione in Aula alla Camera, come da calendario ufficializzato, nel prossimo mese di luglio. Oltre all’inserimento delle prestazioni per l’obesità nei Lea, la PdL prevede l’inserimento dell’obesità nel Piano Nazionale delle Cronicità e l’impegno per le Regioni a prevedere, nei rispettivi Piani sanitari territoriali, iniziative volte, tra le altre cose, a garantire pieno accesso alle cure e ai trattamenti nutrizionali, farmaceutici e chirurgici.

Le persone adulte con obesità in Italia rappresentano il 12 per cento della popolazione, ovvero circa 6 milioni, a cui si aggiunge circa un altro 40 per cento di persone con sovrappeso, il che significa che nel nostro Paese un problema di peso riguarda oltre la metà degli adulti. Circa un bambino su tre in Europa ha un problema di sovrappeso o obesità, e i numeri dell’Italia sono in linea (circa il 30 per cento).

«L’obesità rappresenta un'emergenza globale, che interessa fortemente anche il nostro Paese, e che richiede l’attivazione di percorsi concreti per contrastarla e prevenirla - dichiara l’On. Roberto Pella, Presidente Intergruppo Parlamentare “Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili”, Deputato di Forza Italia - L’epidemia dell’obesità e delle malattie non trasmissibili, insieme all’invecchiamento della popolazione, minaccia seriamente i sistemi sanitari. Riconoscere l’obesità come una vera e propria malattia e affrontarla come una priorità nazionale è il principale contenuto della proposta di legge a mia prima firma, che sarà discussa a luglio in Aula alla Camera, per poi poter essere approvata, ci auguriamo, entro fine anno in Senato. Ringrazio il Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera On. Ugo Cappellacci per il lavoro svolto in Commissione, e ringrazio il Gruppo dei Deputati di Forza Italia e il Capogruppo On. Paolo Barelli, specialmente per aver messo in priorità e quindi in calendario di discussione in Aula la legge. L’Italia sarà così il primo Paese ad avere una legge simile e potrà anche farsene portavoce a livello europeo: la legge sarà fondamentale per avviare iniziative di prevenzione, per esempio legandole ad eventi sportivi, e anche campagne di informazione e sensibilizzazione per ridurre lo stigma che questa malattia porta con sé».

La proposta di legge detta i princìpi fondamentali in materia di prevenzione e di cura dell'obesità al fine di garantire la tutela della salute e il miglioramento delle condizioni di vita delle persone con obesità. Viene anzitutto stabilito il principio che l'obesità, correlata ad altre patologie di interesse sociale, può essere definita come malattia cronica di interesse sociale. La PdL prevede che l'assistenza ai soggetti affetti da obesità rientri nei Livelli essenziali di assistenza per garantire equità e accesso alle cure, nonché l'inserimento della patologia dell'obesità nel Piano nazionale della cronicità ai fini della sua prevenzione e cura. In particolare, Regioni e Province autonome sono tenute a predisporre, nell'ambito dei rispettivi piani sanitari territoriali, nel rispetto del Piano nazionale della cronicità, ogni idonea iniziativa diretta a fronteggiare la malattia cronica di interesse sociale dell'obesità. Gli interventi devono essere indirizzati verso obiettivi come la prevenzione dell'obesità e delle relative complicanze, nonché il miglioramento della cura delle persone con obesità, l'inserimento delle persone con obesità nelle attività scolastiche, lavorative e sportivo ricreative, la promozione delle attività sportive e della conoscenza delle principali regole alimentari nelle scuole, la diffusione, mediante campagne di informazione permanenti di regole per un corretto stile di vita. Fra gli obiettivi fondamentali, anche la realizzazione di reti regionali per l'assistenza alla persona con obesità, attraverso l'integrazione dei centri di riferimento regionali per la cura dell'obesità con la chirurgia bariatrica e la medicina territoriale, nonché la garanzia del pieno accesso alle cure e ai trattamenti nutrizionali, farmaceutici e chirurgici. Fra le novità introdotte dalla proposta di legge vi è infine l'istituzione dell'Osservatorio per lo studio dell'obesità presso il Ministero della salute, con compiti di monitoraggio, studio e diffusione degli stili di vita della popolazione italiana.

«Oggi, dal punto di vista scientifico, abbiamo finalmente una serie di strategie per affrontare l'obesità, che possono consentire a noi medici di intervenire in maniera congrua e adeguata per le varie tipologie della malattia, personalizzando la terapia. A questo punto, però, abbiamo bisogno di supporto da parte della società e, soprattutto, da parte della politica – dichiara il Prof. Andrea Lenzi, Presidente OPEN Italy e Presidente del comitato tecnico scientifico dell’Intergruppo parlamentare “Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili” – La presa in carico da parte della politica di questa emergenza come una priorità della propria agenda è fondamentale e la rapida approvazione di una simile legge è non solo auspicabile, ma necessaria».

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