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mercoledì 17 gennaio 2018 | ore 07:50

La musicoterapia per il Parkinson

Al Palazzo della Regione il convegno 'Musica e neurologia', che ha visto intervenire primari neurologi e neurochirurghi dei principali ospedali della nostra Regione.
Salute - La dottoressa Patrizia Perrone

Sabato 2 dicembre, al Palazzo della Regione di Milano, si è svolto il convegno 'Musica e neurologia', che ha visto intervenire primari neurologi e neurochirurghi dei principali ospedali lombardi. La giornata è stata organizzata dall’Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie, insieme al Polo Neurologico Brianteo, alla Società Italiana di Scienze Neurologiche Ospedaliere (SNO) e alla Fondazione Giancarlo Pallavicini. I clinici hanno presentato le loro relazioni sui legami fra musica e malattie degenerative in un simposio inconsueto, dimostrando nel contempo che gli Ospedali (oltre a essere luoghi di cura e di lavoro) sono aree di alto impegno sociale, dove anche le tradizioni e i valori culturali più profondi trovano modo di manifestarsi quotidianamente. Tra i relatori era presente la dottoressa Patrizia Perrone, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’ASST Ovest Milanese. Ecco il parere della dottoressa Patrizia Perrone: “Per musicoterapia si intende l’uso della musica per la realizzazione di fini terapeutici: ristabilimento, mantenimento e miglioramento della salute fisica e mentale. Viene applicata in alcune importanti patologie degenerative. Dagli studi clinici emerge che nella ‘demenza’ la musicoterapia porta a: • miglioramento della depressione • diminuzione del wandering • miglioramento della fluidità del linguaggio. Non è utile l’ascolto passivo che accentua sonnolenza e inattività. E’ invece indicata l’associazione con attività fisica, ad esempio canto, ballo, seguire il ritmo con battito di mani o anche momenti di conversazione e ricordo di esperienze musicali passate. E’ stato dimostrato che nei pazienti con Alzheimer la musicoterapia ha portato a una riduzione statisticamente significativa dei sintomi depressivi e del carico assistenziale del caregiver. Nel morbo di Parkinson la musicoterapia nei diversi studi induce: • stimolo emotivo positivo, riduce la tensione, rende possibili attività giocose • migliora le capacità deambulatorie compensando il deficit di ritmo interno • attiva il sistema limbico • modula intensità e durata delle attività. Le attività proposte sono costituite da stimoli efficaci sia da un punto di vista motorio che emotivo; vengono scelti esercizi che portino i pazienti ad allenare capacità e movimenti più compromessi: in particolare si pone l’accento sul continuo modificarsi della direzione di marcia, sull’armonia del passo, sulla capacità di mantenere l’equilibrio e sui movimenti fini delle mani. Viene curata anche la componente emotiva: le performances motorie vengono accompagnate da musiche evocative e stimolanti, abbinate ritmicamente ad esse. Ulteriore obiettivo delle attività è rendere piacevole e gratificante il momento in cui si articola la sessione di lavoro: in questo modo la lezione non viene percepita come noiosa e obbligatoria ma diventa un momento piacevole della giornata. In conclusione, la musicoterapia, adattata alle caratteristiche del singolo paziente, periodica e svolta con continuità, può essere considerata un importante strumento per migliorare la qualità di vita, l’attività sociale e le performances motorie nei pazienti con morbo di Parkinson. Nella nostra realtà la musicoterapia viene applicata ai pazienti con morbo di Parkinson che frequentano l’associazione ASPI (Associazione Parkinson Insubria Onlus) con sede e a Legnano: qui tutti i lunedì vengono organizzati pomeriggi ad hoc rivolti a questi malati.

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