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venerdì 19 aprile 2024 | ore 17:48

I giovani vanno a scuola... all'estero

Sempre più in aumento i ragazzi che decidono di partecipare a programmi internazionali di studio lontani da casa. Un'ulteriore occasione per il futuro.
Inchieste - Sempre più giovani vanno a studiare all'estero

Sono sempre più in aumento i ragazzi che decidono di partecipare a programmi internazionali che prevedono il passare il quarto o terzo anno delle superiori all’estero, vivendo con una famiglia ospitante e frequentando una scuola del posto. In Italia è riconosciuto a livello ministeriale il corrispondente anno scolastico svolto in un paese straniero e prevede poi l’integrazione con esami , il cui svolgimento può poi variare da scuola a scuola, per determinare il numero di crediti per la maturità. Anche le scuole italiane , seppur con qualche ritardo e difficoltà in più, iniziano ad apprezzare l’esperienza culturale e linguistica che un anno passato in un paese straniero può offrire ai ragazzi. Prima tra tutte le mete è l’America, scelta dai ragazzi per inseguire l’ “American Dream”, ma sono destinazioni comuni anche alcuni paesi europei come Gran Bretagna, Penisola Scandinava, Spagna e Francia ed altri paesi di lingua inglese come Nuova Zelanda e Australia. Uno degli obbiettivi principali è il raggiungimento di una buona, se non ottima, conoscenza linguistica che, nel caso dell’inglese, con la presenza di basi grammaticali già esistenti, arriva ad essere notevole; il che è ovviamente di grande aiuto all’interno di un futuro campo sia scolastico che lavorativo. Oltre alla lingua, un anno all’estero dà l’opportunità di crescere dal punto di vista culturale e personale e di tornare con un’apertura mentale decisamente più ampia rispetto al mondo e alle diverse culture che lo caratterizzano. Vivere con una famiglia estranea non è facile, e l’adattamento è un elemento fondamentale all’interno del processo di integrazione nel nuovo paese. Conoscere e diventare parte della famiglia ospitante vuol dire aprirsi alla cultura, alle usanze, alle idee e alle abitudini della vita quotidiana di quello stesso paese, significa cercare di apprezzarne le differenze e di condividerle evitando di guardarle con occhio critico e di paragonarle a ciò a cui siamo abituati noi in Italia. Il fatto di vivere l’intero anno in un determinato paese permette di viverlo nella sua totalità, e di quindi riuscire a partecipare alle festività tipiche del posto, come possono essere Halloween e il Giorno del Ringraziamento in America, e di riuscire a comprendere quanto queste festività, poco conosciute da noi, siano in realtà importantissime per loro. Le diversità sono tante, legate sia allo stile di vita giornaliero, sia alla filosofia di pensiero riguardo la vita e la famiglia, che per noi italiani non sono da trascurare. Il legame famigliare che abbiamo noi è difficile da trovare in altri paesi, e questo ha sicuramente i suoi vantaggi, ma a volte ci spinge a chiuderci in quel nucleo ristretto e ad abituarci a vivere in dipendenza dai genitori. L’esperienza estera regala sicuramente un’indipendenza e maturità che fa crescere i ragazzi, costretti ad affrontare da soli situazioni e problemi che prima venivano risolti dai genitori e che adesso si trovano ad affrontare improvvisamente in prima persona. Il sistema scolastico italiano, dal punto di vista didattico, è di certo uno dei migliori, soprattutto per quanto riguarda la cultura e la storia che costituisce il nostro paese. Frequentare una scuola estera potrebbe non dare il massimo da quel punto di vista, se consideriamo il fatto che molto probabilmente i liceali perderebbero un anno del fatidico latino e resterebbero sicuramente un passo indietro anche in altre materie rispetto ai compagni italiani, ma dà la possibilità di avere un contatto diretto con i coetanei del posto, e di imparare il loro sistema scolastico e il loro metodo di insegnamento e di apprendimento. Tutto ciò porta anche ad apprezzare di più anche l’Italia, apprezzare quelle cose la cui presenza nella vita di tutti i giorni è garantita e di cui quindi ci accorgiamo quando vengono a mancare. In altri paesi europei e non, l’esperienza estera è una cosa quasi del tutto normale, e in tutto ciò, è giusto che l’Italia non rimanga un passo indietro.

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