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lunedì 21 settembre 2020 | ore 17:59

Il saluto a Tettamanzi

Territorio - Tutti pazzi per Tettamanzi

Tettamanzi passa il testimone a Scola. La comunità diocesana si appresta a salutare e ringraziare in maniera ufficiale il Cardinale Dionigi Tettamanzi che termina il suo mandato giovedì 8 settembre alle ore 20.30 in Duomo con la celebrazione del pontificale nella Solennità della Natività della Beata Vergine Maria, un’occasione per ringraziare insieme a lui il Signore per il suo ministero in mezzo a noi. Il giorno dopo il Cardinale Angelo Scola, per mezzo di un procuratore, prenderà possesso canonico dell’arcidiocesi con una celebrazione che si terrà in Duomo, divenendo così a tutti gli effetti arcivescovo di Milano, anche se il suo ingresso ufficiale sarà domenica 25 settembre. Tettamanzi lascia quindi Milano, la diocesi più grande al mondo. Quale affetto e riconoscenza resta nel cuore di moltissime persone… Potremmo chiederci perché Tettamanzi ha ‘funzionato’ nella difficile metropoli lombarda. Arrivato dopo il grande magistero, mai interrotto, di Martini, biblista e studioso di statura internazionale, che ha presieduto a lungo la Conferenza Episcopale Europea, il confronto sembrava difficile, se non impossibile, ma Tettamanzi ha scelto una via uguale e diversa insieme che è risultata vincente. Si è abbassato al livello della gente, si è messo in ascolto di essa, facendola sentire davvero popolo di Dio in cammino. Dopo le visite pastorali stringeva le mani per più di un’ora e tendeva l’orecchio. Del resto si era presentato ai milanesi con un biglietto da visita particolare: “I diritti dei deboli non sono diritti deboli”. Arcivescovo di Milano dal 2002, ha portato a compimento la riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II con l’introduzione del nuovo lezionario di rito ambrosiano.Ha continuato preoccupandosi dei problemi della gente, e non solo di quelli religiosi. Ha inventato nel 2008 il Fondo famiglia-lavoro, la prima iniziativa concreta dopo interminabili convegni da parte di chi avrebbe davvero dovuto occuparsi del problema, per dare un aiuto a chi, a causa della crisi economica, stava perdendo il posto di lavoro. Nel 2009, raggiunti i 75 anni di età aveva presentato a Papa Benedetto XVI le dimissioni dalla guida dell’Arcidiocesi milanese, ma venne riconfermato per altri due anni. In dicembre subì le critiche e gli attacchi della Lega Nord dopo aver criticato il sindaco Letizia Moratti per la campagna di sgombero contro i rom. Lui va avanti per la sua strada, consultando solo il Vangelo, concludendo il suo ministero così come l’aveva iniziato, difendendo coraggiosamente l’affermazione di valori di giustizia sociale e solidarietà e suggerendo in maniera semplice e limpida i modi per vivere quotidianamente la propria Fede. E viene in mente un’immagine, fresca e vivace, dei ragazzi italiani della diocesi di Milano alla Giornata mondiale della Gioventù di Madrid di quest’anno, dove, al termine della celebrazione di preghiera e saluto con i cardinali Dionigi Tettamanzi e Angelo Scola, gridavano ‘Ola ola per Angelo Scola!’ accogliendo con entusiasmo il nuovo arcivescovo e commossi ringraziavano urlando ‘Tutti pazzi per Tettamanzi!’ chi li ha guidati nel cammino di fede di questi bellissimi anni.

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