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lunedì 10 agosto 2026 | ore 13:02

Da Cuggiono a Santiago de Compostela

Un gruppo di 18-19enni e giovani dell’Oratorio San Giovanni Bosco ha percorso il Cammino verso Santiago de Compostela: giorni di fatica, condivisione e semplicità per riscoprire il valore del viaggio, delle relazioni e del pellegrinaggio.
Cuggiono - Cuggionesi a Santiago 2026

Non una semplice vacanza e nemmeno soltanto una lunga camminata. Per alcuni ragazzi di 18 e 19 anni e giovani dell’Oratorio San Giovanni Bosco di Cuggiono, l’estate 2026 è stata segnata da un’esperienza destinata probabilmente a lasciare un ricordo molto più profondo: il pellegrinaggio verso Santiago de Compostela.

Partiti da Cuggiono il 18 luglio, i giovani hanno raggiunto Ponferrada, punto di partenza del loro percorso a piedi. Da lì il Cammino si è sviluppato attraverso alcune delle tappe più conosciute dell’itinerario verso Santiago: Villafranca del Bierzo, La Laguna, Tricastela, Sarria, Portomarín, Palas de Rei, Arzúa e O Pedrouzo, prima dell'arrivo, il 27 luglio, a Santiago de Compostela.
Giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro, il Cammino ha imposto i suoi ritmi. Sveglie presto, zaino sulle spalle, strada da percorrere, pasti semplici da preparare insieme, bucato, riposo negli ostelli e poi nuovamente in cammino. Una quotidianità essenziale, molto distante da quella abituale, nella quale anche le piccole cose acquistano un significato diverso.

Ed è forse proprio questo uno degli insegnamenti più importanti di un pellegrinaggio come quello di Santiago. Camminare significa imparare a togliere qualcosa, a portare con sé solo ciò che realmente serve. Significa accettare la fatica, affrontare gli imprevisti, rispettare il passo di chi cammina accanto e, qualche volta, rallentare per aspettarlo.

Per ragazzi che si affacciano all'età adulta, un'esperienza di questo tipo diventa così anche un'importante occasione educativa. Ci sono chilometri durante i quali si parla e si scherza, altri vissuti magari nel silenzio. Ci sono momenti nei quali emerge la stanchezza e altri nei quali sono proprio il gruppo, un incoraggiamento o una semplice presenza ad aiutare a proseguire.

Il pellegrinaggio è anche questo: partire da un luogo per provare ad arrivare un po' diversi alla meta. Santiago rappresenta il punto fisico verso cui dirigersi, ma il vero Cammino è quello che ciascuno compie dentro di sé. La fatica restituisce valore alle cose, la lentezza concede tempo per pensare e la condivisione permette di conoscere gli altri – e spesso anche se stessi – in maniera nuova.

Dopo aver raggiunto Santiago, il viaggio dei giovani di Cuggiono è proseguito simbolicamente ancora più a ovest, verso Finisterre, considerata fin dall'antichità la “fine della terra”. Da Cee il gruppo ha percorso altri 12 chilometri a piedi per raggiungere la costa dell'Atlantico. Un'ultima tappa che assume quasi naturalmente il significato di una conclusione: dopo tanti giorni trascorsi guardando la strada davanti ai propri piedi, ritrovarsi davanti all'immensità dell'oceano.

Esperienze come questa ricordano quanto il pellegrinaggio continui ad avere un valore particolare anche per i giovani di oggi. Non perché permetta di fuggire dalla quotidianità, ma perché aiuta a tornarci con uno sguardo differente.

In un tempo fatto spesso di velocità, notifiche e appuntamenti, mettersi in cammino significa accettare che una meta possa essere raggiunta soltanto facendo un passo dopo l'altro. Senza scorciatoie. Con la propria fatica, ma anche affidandosi agli altri.

Ed è probabilmente questo il bagaglio più importante riportato a Cuggiono: non quello contenuto negli zaini, ma quello fatto di amicizia, condivisione, spiritualità, incontri, silenzi, difficoltà superate e chilometri percorsi insieme.

Perché Santiago è una destinazione. Il Cammino, invece, è soprattutto ciò che succede mentre si cerca di raggiungerla.

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