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lunedì 06 dicembre 2021 | ore 04:10

Il dono dell'Indulgenza plenaria

Il dono dell'Indulgenza plenaria nella chiesa parrocchiale di Inveruno. Con la festività di Santa Teresa, due mesi di grande devozione per la comunità.
Inveruno - Don Marco

Il giorno 15 ottobre, dedicato alla Santa patrona del paese, Teresa d’Avila, quest’anno è stato festeggiato in modo straordinario nella comunità inverunese, con la Messa celebrata, alla sera, dal Vescovo ausiliare di Milano, Mons. Luca Raimondi. Una Messa iniziata con l’apertura della ‘porta santa’, per il dono specialissimo dell’Indulgenza plenaria, in un tempo di grazia della durata di due mesi, in memoria del 120° anno di Dedicazione della chiesa di S. Martino, e del Mandato di Diaconia, per la Comunità Pastorale di Inveruno e Furato. Significative le parole del Vescovo nella sua omelia: “Dentro questa solennità voglio parlarvi innanzitutto di Teresa, la Santa vergine e dottore della Chiesa. Accostarsi alla figura di Teresa è un’impresa che può sembrare ardua, ma i suoi scritti sono davvero una fonte inesauribile di esperienza cristiana. Teresa è una donna che, Inveruno - Indulgenza plenaria nel ‘500, ha riformato la spiritualità, lottando contro poteri sia religiosi che civili, grazie al suo carattere forte e alla sua personalità. È stata capace di consegnare se stessa totalmente a Dio in una vita rinnovata. Non si è accontentata di essere suora, ma ha rivisitato la sua vocazione invitando ognuno a non sentirsi mai ‘già arrivato’. Nei suoi scritti una frase in spagnolo dice così: “Lo que podemos” che significa “quello che possiamo”, per indicare che dobbiamo fare quello che possiamo, senza illuderci di essere sempre all’altezza di tutto, di essere sempre capaci di avere la situazione sotto controllo. Dobbiamo accettare le nostre fragilità…”. Il dono dell’Indulgenza plenaria, che durerà fino all’8 dicembre (in cui verrà il Vicario Generale Mons. Franco Agnesi), è stato ufficializzato con una bolla papale: “Abbiamo voluto questo momento per ricordare e ridire alla nostra comunità che Dio abita una casa in mezzo alle nostre case - spiega il parroco don Marco Zappa - Il dono dell’Indulgenza ci permette di riagganciarci a Dio. Se la confessione rimette le colpe, l’Indulgenza rimette anche la pena seguente alla colpa”. Sono stati predisposti alcuni spazi per la preghiera, un cammino verso il Signore. “C’è un ‘segno’ nella nostra vita, dobbiamo riscoprirlo, noi pietre vive della comunità cristiana”.

COME LA SI OTTIENE?
Visitando la chiesa parrocchiale di San Martino e recitando il Credo, la preghiera per il Papa (Padre Nostro, Ave Maria e Gloria), ricevendo la confessione sacramentale e la Comunione eucaristica anche una settimana prima o dopo. L’Indulgenza plenaria la si può applicare a sè stessi o a un defunto, una volta al giorno.

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