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lunedì 25 maggio 2020 | ore 00:03

Dal banco o in cassa durante il COVID-19

Le diverse 'facce' dell'emergenza. Alessio, dipendente in una grande catena di supermercati, e i tanti colleghi ogni giorno al lavoro nei vari punti vendita del territorio e d'Italia.
Attualità - Supermercato (Foto internet)

Non sono inevitabilmente giornate come tutte le altre (l’emergenza Coronavirus e le attenzioni costanti e continue per capire l’evolversi della situazione), ma per loro, alla fine, è cambiato poco o nulla, perché la vendita e la distribuzione di generi alimentari non può fermarsi. La mattina oppure il pomeriggio, insomma, eccoli là , come sempre, pronti a cominciare il turno di lavoro per garantire, appunto, il necessario e indispensabile ai vari clienti. “Certo, non neghiamo, vedendo quanto sta accadendo, che ci sia preoccupazione ed anche paura – dice Alessio, da oltre 20 anni dipendente proprio in una grande catena di supermercati, prima in provincia di Milano e, oggi, trasferito nella zona di Varese – Però questa è la nostra professione e, così, ogni giorno, indossata la divisa, ci impegniamo al meglio, da una parte per offrire un servizio di qualità, contemporaneamente provando ad essere il più positivi possibile”. Si lavora e lo si fa, dunque, con il massimo impegno (pur di fronte ad un momento tanto difficile e complicato con il quale si sta confrontando l’intero Paese) e, soprattutto, seguendo precise e specifiche direttive, per la tutela e la salvaguardia degli stessi e di chi fa la spesa. “Dalle mascherine ai guanti monouso – racconta – fino alla sanificazione di banchi e celle e di qualsiasi superficie con cui la clientela possa venire a contatto: misure che c’erano già prima, ma che sono state ulteriormente incrementate. E, poi, gli accorgimenti per quanto concerne il rapporto con le persone, ossia la distanza di 1 metro, oltre che con il prossimo, pure al banco e alle casse”. E’ cambiato, insomma, il modo di fare la spesa. “Si percepisce tra la gente un senso di incredulità e per certi aspetti di ansia – ribadisce – Inizialmente ci sono state vere e proprie corse per accaparrarsi gli alimenti, ma non ce n’era e non ce n’è bisogno, perché gli scaffali sono puntualmente riforniti (come azienda abbiamo, tra l’altro, accanto al normale acquisto di persona, diversi e ulteriori servizi, tra i quali, per esempio, l’ordinazione online e il successivo ritiro direttamente presso il punto vendita). I clienti, inoltre, ci pongono differenti domande: se siamo aperti regolarmente, se la merce arriverà e ci sono quelli che si preoccupano per noi dipendenti. Ancora, se prima si vedevano intere famiglie al supermercato, ora viene un solo componente che compra per tutto il nucleo familiare. Senza dimenticare come si sono modificati anche i comportamenti delle stesse persone; c’è chi si presenta con le mascherine, chi con i guanti oppure ci sono quelli che puliscono l’impugnatura del carrello. Semplici gesti, che però mai come oggi sono diventati quasi una consuetudine”. In attesa che tutto finisca e che, finalmente, si riprende a vivere normalmente. “Permettetemi un augurio affinché si torni presto a stare bene e un pensiero alle famiglie che, purtroppo, hanno perso un loro caro – conclude Alessio – Oltre, ovviamente, ad un saluto a tutti i miei colleghi che, ogni giorno, sono al lavoro per garantire i beni di prima necessità alla popolazione. E alle persone, vorrei lanciare un appello: state a casa e uscite solo se davvero è necessario”.

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