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mercoledì 02 dicembre 2020 | ore 19:03

Le priorità ai tempi del Coronavirus

Siamo ora nel tempo del 'Coronavirus', un tempo che ha saputo dire stop alla logica dei soldi, rischiando la bancarotta degli Stati perchè la salute viene prima di tutto.
Sociale - Scala dei bisogni di Maslow

Ci fu un tempo in cui ci scandilizzavamo per i centesimi del costo dei sacchetti 'bio' per la frutta nei supermercati. Ci fu un tempo in cui le interpretazioni del 'VAR' facevano litigare al bar e in ufficio il giorno dopo. Ci fu un tempo in cui la gente si incontrava e, magari non sapendo di cosa parlare, usciva con le classiche frasi "non ci sono più le mezze stagioni". Ci fu un tempo... e poi c'è questo 2020.
Un anno strano, un anno bisestile, che si è aperto con la speranza di un futuro migliore e ci ha catapultati in una serie di paure, ansie, sconcerto. Dagli incendi che hanno devastato l'Australia al conflitto in Libia e Siria, dalla 'quasi' guerra nucleare tra Iran e Usa al caldo sempre meno eccezionale in Antartide. Fino al più piccolo/grande dei problemi. Un virus invinitesimale che (forse) da una sconosciuta provincia cinese si diffonde ed entra nei corpi di mezzo mondo.
E così siamo ora nel tempo del 'Coronavirus', un tempo che ha saputo dire stop alla logica dei soldi, rischiando la bancarotta degli Stati perchè la salute viene prima di tutto. Il tempo in cui le città che corrono (Milano, ma ora anche Parigi, presto Berlino e New York) si fermano. L'era in cui, dal mondo globalizzato che ci permetteva di abitare in provincia, studiare in una metropoli, fare Erasmus in qualche capitale europea e vacanze nei posti più esotici, ci siamo trovati rinchiusi nelle nostre case.
L'era del Coronavirus è strana, fatto di giorni sempre uguali, di telegiornali accesi, di contatti con parenti e amici via cellulari. Ah la tecnologia... se non ci fosse, chissà come sarebbero stati questi giorni, settimane, mesi. Dalla didattica online alle news, dai film in streaming alla condivisione di spunti e raccomandazioni.
Per chi ha studiato psicologia o sociologia, sarà ben nota la piramide dei valori di Maslow. La motivazione può essere definita come l'insieme dei fattori che stanno alla base del comportamento (agire) di una persona per il raggiungimento di uno scopo.
La motivazione dipende principalmente da due elementi: le competenze (ciò che l'individuo è in grado di fare); i valori personali (ciò che l'individuo vuole fare).
La spinta motivazionale inizia ogni volta che l'individuo avverte un bisogno. Quest'ultimo è la percezione di uno squilibrio tra la situazione attuale e una situazione desiderata. Il bisogno è quindi uno stato di insoddisfazione che spinge l’uomo a procurarsi i mezzi necessari (beni) per porvi fine o limitarlo.

Nel 1954 lo psicologo Abraham Maslow propose un modello motivazionale dello sviluppo umano basato su una “gerarchia di bisogni”, cioè una serie di “bisogni” disposti gerarchicamente in base alla quale la soddisfazione dei bisogni più elementari è la condizione per fare emergere i bisogni di ordine superiore.
Alla base della piramide ci sono i bisogni essenziali alla sopravvivenza mentre salendo verso il vertice si incontrano i bisogni più immateriali.

Mentre i bisogni fondamentali, una volta soddisfatti tendono a non ripresentarsi, i bisogni sociali e relazionali tendono a rinascere con nuovi e più ambiziosi obiettivi da raggiungere.
Ne consegue che l’insoddisfazione, sia sul lavoro, sia nella vita pubblica e privata, è un fenomeno molto diffuso che può trovare una sua causa nella mancata realizzazione delle proprie potenzialità. Per Maslow, infatti, l’autorealizzazione richiede una serie di caratteristiche di personalità, competenze sociali e capacità tecniche.

Ora... fare la spesa è un rischio, andare al lavoro (come al momento molti ancora fanno) un terrore ogni giorno, incontrare un amico una minaccia. Ripensare a quell'aperitivo spensierato una follia.
Ecco, forse, quando usciremo da questa 'Era Coronavirus' anche noi saremo tutti diversi. Forse avremo riscoperto il senso dell'essenziale, i bisogni necessari, i sentimenti più veri. Perchè, a prescindere che possa piacere o meno, che abbia lavorato bene o avrebbe potuto agire diversamente, una cosa certa il Premier Giuseppe Conte l'ha detta: "Stiamo distanti oggi, per abbracciarci con più calore domani".

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