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sabato 19 ottobre 2019 | ore 16:38

Lega vs Salvini, vicini e lontani

Proviamo ad azzardare un'analisi socio-politica tra i militanti della Lega e la figura di Matteo Salvini. E voi, come la pensate?
Politica - Matteo Salvini al Papeete (da internet)

Il 'Post Scriptum' di questa settimana è un po' insolito... voglio provare ad analizzare il successo degli ultimi anni della Lega e la figura carismatica di Matteo Salvini.
Iniziamo con un percorso storico, da sempre la Lega (Nord) ha vissuto un percorso politico altanelante, passando dal 4 al 18%, invertendo la rotta, risalendo e scendendo. Del quadro partitico attuale, è il gruppo più longevo, essendo gli altri morti e rinati più volte, permettendo di avere una classe politica strutturata e organizzata che lavora per lo più per storia di appartenenza: anche nei paesi locali il ruolo di candidato (sindaco o consigliere) va solitamente a chi conta più anni di militanza.
Alcuni eventi e raduni (Pontida, ma soprattutto il Po) rientrano nell'immaginario collettivo per sensibilizzare e 'sacralizzare' alcuni riti: Umberto Bossi che va alla fonte del Po a prendere la sacra acqua che separa il Nord evoluto dal Sud. Ma anche alcuni toni gridati, l'attacco a Roma ladrona, ai Papi fino ad arrivare alla difesa delle tradizioni, della famiglia, del territorio.
Il territorio... ecco, ciò che ha sempre caratterizzato la Lega nell'area del milanese / varesotto è l'operosità. Rimboccarsi le maniche, aiutare e sostenere l'economia locale, fare rete, trovare soluzioni di legalità e cura dei paesi partendo dal basso, coinvolgendo la gente, rinnovando le persone elette e creando un solido rapporto politica/cittadini.
Da alcuni anni, da quando si discuteva se il successore di Bossi fosse Flavio Tosi (storico e apprezzato sindaco di Verona) o Matteo Salvini, qualcosa ai vertici è cambiato. Se la base ha mantenuto le proprie tradizioni di operosità, il partito è stato monopolizzato nella figura idolatrica del leader, pardon del Capitano. Salvini fa, dice, twitta,... e via di conseguenza. Il successo mediale, grazie anche alla Bestia (il mega software con cui il gruppo di comunicazione lavora ogni giorno cercando di inseguire i sentimenti della gente sui social e indirizzando poi le comunicazioni di conseguenza), ha portato il gruppo fino a un potenziale 39% di voti di queste settimane. Un primato quasi assoluto, sdoganando il Nord, arrivando anche in regioni che ai tempi di Bossi sembrava un insulto ipotizzare.
Ed è qui che bisognerà capire il futuro, perchè essendo gruppo coeso, strutturato e organizzato, nessuno parla se non si segue la linea, ma in molti, anche negli ultimi giorni, qualche eccezione al Capitano la fanno: il ricorso a Rosario o Madonna, la moto d'acqua della polizia per il figlio, i balli in dj con i cocktail,... non si abbinano al rimboccarsi le maniche di chi lavora per il proprio paese e vede spesso una crisi che non demorde, anzi, cresce in molti casi. La benzina non è stata ridotta, i terremotati sono ancora senza case,... se la propaganda cresce, trovando sempre nuovi obiettivi, la base che si aspetta riforme (autonomia, flat tax, opere) mormora sempre di più.
Il probabile successo alla prossima tornata elettorale, complice un vuoto assoluto negli altri gruppi, appare scontato. Ma dove sarà indirizzata la Lega nei prossimi anni?

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