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giovedì 23 maggio 2024 | ore 12:22

"Seguendo la tua sete..."

Intervista a don Stefano Cucchetti
Sociale - La pagina Facebook 'Seguendo la tua sete'

Seguendo la tua sete... La Pasqua, centro della vita cristiana: ecco l'originale proposta lanciata da don Stefano Cucchetti e che coinvolge i giovani.
Intervista a don Stefano Cucchetti
In questi giorni su Facebook è apparsa una pagina pubblica intitolata Seguendo la tua sete in cui vengono pubblicati contenuti ogni giorno? Di cosa si tratta? A chi si rivolge?
Quella pagina di cui dici nasce da un’iniziativa più grande e molto bella. Sette anni fa, con un gruppo di capi scout dell’AGESCI e con un gruppo di giovani mi sono trovato a riflettere sulla centralità dell’esperienza e delle parole racchiuse nei riti della Settimana Autentica all’interno della vita cristiana. Abbiamo condiviso la convinzione, da un lato, che quei giorni sono davvero Autentici perché dicono tutta la verità della vita di un discepolo e, dall’altra parte, ci siamo accorti di come la forza dei gesti racchiusi in quei giorni si offra ancora oggi per entrare nel dialogo con i giovani. Più volte mi sono trovato a dire: “Se uno vive intensamente e con disponibilità vera i gesti del Triduo Santo si è – di fatto – garantito le parole e le scelte per un intero anno di cammino cristiano”.
Da queste convinzioni condivise nata l’idea di proporre un’esperienza di Triduo Santo con una tensione fortemente evangelizzatrice e rivolto ai giovani scout. In questi anni, l’esperienza è cresciuta e si è definita meglio. Oggi coinvolge un centinaio di ragazzi scout della zona Ticino-Olona (corrispondente alla zona pastorale di Rho) tutti della stessa età (16 anni). E’ un’esperienza che si può fare solo una volta nella vita.
Al loro fianco sono coinvolti i loro capi-educatori e una ventina di giovani non scout che contribuiscono direttamente alla costruzione e alla conduzione della proposta vivendo così un’esperienza diretta di servizio all’evangelizzazione.
E cosa c’entra la pagina Facebook con tutto questo?
Giusto! La scelta di metodo che è maturata in questi anni di proposta è quella di valorizzare fino in fondo i gesti e le parole contenute nella Liturgia del Triduo Ambrosiano in una fedeltà ai riti. La liturgia è linguaggio che coinvolge tutti i sensi e tutte le modalità espressive: il canto, l’arte, l’espressività, la scrittura, la musica… Per questo la Route di Pasqua si costruisce con gli stessi ragazzi valorizzando le loro competenze e le loro passioni. Ogni anno è una sfida bellissima coinvolgere decine di strumenti musicali diversi, capacità artistiche e grafiche…
Tra i vari linguaggi che si valorizzano, negli ultimi anni, abbiamo deciso di utilizzare anche i linguaggi dei social. E’ per questo motivo che da ormai 3 anni con l’inizio della quaresima sorge la pagina Facebook di cui mi hai chiesto. In essa vengono pubblicati quasi quotidianamente spunti di riflessioni presi da testi, da immagini degli anni precedenti, da riflessioni condivise, da canzoni e altre opere d’arte. E’ un modo per preparare coloro che vivranno la Route di Pasqua, ma vuole essere anche uno strumento rivolto a tutti per avvicinarsi ai giorni della Settimana Autentica.
Ma questo strumento rimarrà attivo anche dopo la Pasqua?
Questa è una bella sfida. Di sicuro la pagina non viene chiusa fino all’apertura della nuova pagina l’anno successivo. L’attività viene però consegnata agli stessi ragazzi che hanno vissuto il Triduo insieme… sarà la loro vivacità a renderla ancora attiva condividendo foto, riflessioni, spunti lungo i vari mesi dell’anno.
Perché questo titolo “Seguendo la tua sete”?
Il titolo vuole offrire un filo rosso che attraversa tutta la proposta del Triduo Santo. La salvezza offerta nella Pasqua del Figlio che si offre, che muore e che risorge è risposta alla sete più profonda che abita nel cuore di ognuno. E’ sete di relazioni vere a cui risponde il dono di una intimità inedita nella notte del Giovedì Santo. E’ sete di giustizia per il mondo a cui risponde il sacrificio dell’innocente sulla Croce nel Venerdì Santo. E’ sete di pienezza di vita a cui risponde l’esplosione della vita nel grido di resurrezione della Pasqua.
Si tratta allora di lasciare che i gesti e le parole della liturgia ci aiutino a prendere in mano con verità le nostre seti, i desideri più profondi e veri che teniamo nel cuore e che spesso cerchiamo di soddisfare con risposte pronte all’uso, ma che imprigionano nel gesto sempre uguale di ritornare ogni giorno a quei pozzi screpolati.
Come e dove si svolge la Route?
In tutti questi anni la proposta si è affinata anche nell’organizzazione logistica. Il Triduo è un’esperienza di movimento – di “strada” nel linguaggio scout – e si svolge nelle valli attorno a Varese. Ci sono luoghi che sono anche entrati nel cuore di coloro che in questi anni si sono susseguiti a vivere la Route: in particolare è significativo il luogo dove da “sempre” celebriamo la Veglia di Resurrezione il sabato notte. Si tratta del Santuario della Madonna dell’Useria. Un posto bellissimo in mezzo ai boschi, su una collina nel territorio di Arcisate, in Val Ceresio.
Quali sono le novità di quest’anno?
Ogni anno in effetti c’è qualcosa di nuovo. Quest’anno due sono le novità più evidenti. Anzitutto, la Route inizierà mercoledì sera (aggiungendo un giorno al programma di questi anni). In questa nuova sera vivremo un momento singolare: mangeremo insieme con il rito della Cena Ebraica. Sarà un momento di festa per conoscerci e fare memoria delle strade che ci hanno condotto qui.
L’altra novità è ancora più bella: in fase di organizzazione, con l’equipe che guida l’esperienza, ci siamo chiesti come potevamo aiutare le popolazioni terremotate e colpite dai disastri ambientali nel centro Italia. E’ sorto il pensiero che la cosa più bella che potessimo fare come scout era offrire ai fratelli e sorelle di quelle zone la possibilità di vivere la proposta dello scoutismo anche dentro la durezza delle situazioni. Per questo motivo a febbraio abbiamo contattato i gruppi AGESCI di quella zona offrendoci di ospitare i gruppi che volessero vivere con noi la Route di Pasqua. Ci ha risposto il gruppo di Castelli (in provincia di Teramo): ci hanno raccontato come solo da qualche giorno loro stanno ricominciando a trovarsi e a fare proposte con i ragazzi e il bisogno di esperienza “normali” è per loro vitale. Per questo ospiteremo questi ragazzi, offrendo il viaggio e l’intera proposta. Sarà una presenza bella e un’occasione di conoscenza e condivisione profonda!

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