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venerdì 28 febbraio 2020 | ore 12:49

Una serata per Chiara Corbella

Sociale - Chiara Corbella Petrillo

La misericordia passa anche attraverso la testimonianza di una giovane mamma che ha vissuto nella gioia del Vangelo i dolori della vita. In occasione del Giubileo degli ammaltai e dei disabili, anche nella vicina Rho è stato organizzato un appuntamento di grande valore testimoniale. Domenica 12 giugno, presso il Collegio dei Padri Oblati di Rho (auditorium Mantovani Furioli, corso Europa 228) sarà presente Elisa, la sorella di Chiara Corbella Petrillo. L’intervento comincerà alle 15,30 e sarà supportato dalla visione di filmati; alle 17,30 la processione con il passaggio attraverso la Porta Santa del Santuario dell’Addolorata e alle 18 la messa. La giornata è in concomitanza con le celebrazioni, a Roma, per il quarto anniversario della morte (o meglio, della nascita al cielo) della giovane Chiara.
Ma chi è Chiara Corbella Petrillo? Una storia fatta di scelte difficili, coraggiose e, secondo molti, davvero discutibili ma compiute nel nome del Vangelo e nel rispetto della vita.
Chiara Corbella era una ragazza come tante, tantissime. Classe 1984, appartiene a quei giovani cristiani ‘della generazione Wojtyla’ e conosce Enrico Petrillo durante un pellegrinaggio a Medjugorje; la fede però vacilla, il fidanzamento tentenna ma alla fine Chiara si sposa e rimane presto incinta. Dalle ecografie si evince purtroppo che la bambina non ha l’encefalo sviluppato bene. Chiara ed Enrico non vogliono interrompere la gravidanza, ritenendo troppo importante il dono di un figlio. Maria vivrà solo mezz’ora : «Se avessi abortito, non penso che avrei ricordato quel giorno come giorno di festa. Invece ricordo la gioia di quel giorno quando è nata». Arriva un’altra gravidanza; questa volta sarà un maschietto ma senza gambe. La disabilità non spaventa Chiara ed Enrico che attendono con gioia Davide. Al settimo mese un’altra impietosa ecografia rivela ulteriori gravissime complicazioni: ma Davide nascerà, anche se solo per poche ore. Un’altra piccola bara bianca sulla quale Chiara ed Enrico non piangono soltanto, ma con il sorriso della fede ringraziano comunque Dio. Alla terza gravidanza, il piccolo Francesco sta benissimo; è Chiara però a soffrire. Le viene diagnosticato un carcinoma alla lingua. Chiara rinuncia alle cure per far nascere il suo bambino poi si sottoporrà a interventi, chemio e radioterapie. Chiara si dedica a Francesco, organizza pellegrinaggi con l’entusiasmo di sempre anche se è consapevole che il male è troppo forte. A soli 28 anni muore e riposa, con i suoi bambini, al cimitero del Verano a Roma.

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