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venerdì 28 febbraio 2020 | ore 12:33

Una mensa di solidarietà

Il progetto presto potrebbe diventare realtà. Due mezzogiorni a settimana al centro anziani. Aiuto e sostegno a quanti si trovano, purtroppo, in situazioni di disagio.
castano Primo - Centro anziani

Giovani, famiglie e anziani: chi si trova a doversi confrontare con situazioni di disagio e difficoltà, chi purtroppo ha perso il lavoro e non riesce ad arrivare a fine mese e anche chi è affetto da problemi di salute o fisici. L’aiuto che passa dalle parole ai fatti. Molto più di una semplice idea, ma presto anche Castano Primo potrebbe avere una sua mensa di solidarietà. “L’iniziativa è stata già deliberata in giunta prima di Natale, ora ci stiamo muovendo perché possa concretizzarsi – spiega l’assessore alle Politiche Sociali, Sabrina Gaiera – Il primo tassello sarà un percorso culturale e un apposito incontro con gli addetti ai lavori, per spiegare e confrontarsi insieme su quali sono le nuove povertà e come poter intervenire, raccogliendo le singole opinioni e le testimonianze di coloro che si occupano quotidianamente di tali realtà”. Poi, spazio ai contatti con i cittadini: “Abbiamo individuato tramite i nostri uffici comunali e l’assistente sociale quelle persone che vivono momenti difficoltosi, magari qualcuno che ha già chiesto un sostegno, e per ognuno vorremmo avviare un progetto individuale e specifico – continua Gaiera – Un elenco di 20/30 persone (il limite massimo che abbiamo pensato)”. E, infine, via al servizio vero e proprio. “Avremo l’appoggio e la collaborazione della Sodexo, che venderà al comune i pasti caldi da offrire, successivamente, agli utenti della mensa – conclude l’assessore – In questa fase in modo sperimentale, il servizio sarà organizzato due mezzogiorni alla settimana in uno spazio all’interno del centro anziani. Il menù studiato, inoltre, è stato pensato per cercare di venire incontro a tutti (un primo, le verdure e la frutta). Riteniamo che possa essere un ulteriore tassello di aiuto e vicinanza. Qualcosa che, però, non si riduca unicamente al discorso pasti, ma sia un momento di promozione al benessere delle persone, di socializzazione e per riabilitarle e risollevarle da situazioni di criticità e disagio con la quali si stanno purtroppo confrontando. Cercheremo, dunque, di promuovere le potenzialità di ognuno di loro, in parallelo anche tramite percorsi di inserimento o reinserimento nel mondo lavorativo”.

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