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mercoledì 28 settembre 2022 | ore 04:30

G20: impegni... quanti reali?

Dal G20 romano arrivano le firme dei grandi della Terra su tante proposte più o meno buone che ci prenderemo la briga di ripercorre ed esaminare...
Attualità - G20 Roma (Foto internet)

Dal G20 romano arrivano le firme dei grandi della Terra su tante proposte più o meno buone che ci prenderemo la briga di ripercorre ed esaminare, tralasciando, invece, misera figura dei “gretini” fuori dal perimetro dell’EUR, che senza nemmeno prendere in considerazione un’idea, senza mai nemmeno proporla, un’idea, sono si sono riempiti la bocca di slogan del tutto evanescenti. Dalla capitale italiana, che per qualche ora è divenuta la capitale del mondo, la prima notizia che ci troviamo a commentare è quella di un grande successo organizzativo, che, al di là dell’esito delle trattative sui contenuti, ha ridato all’Italia, anche e soprattutto grazie a Mario Draghi, quello spolvero internazionale, che da tempo, abituati ai Conte e ai Di Maio non abbiamo potuto dimostrare. Una ritrovata centralità che ridona credibilità e gradi al nostro paese. Gradi, appunto, uno degli accordi “trovati” è proprio relativo all’impegno a mantenere l'aumento della temperatura globale sotto i 2 gradi e di proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5 gradi come da intese parigine del 2015. Nulla di nuovo, insomma. Qualcosa di interessante, invece, o quanto meno da approfondire, è venuto fuori circa la Minimum Tax globale, una tassa minima sulle multinazionali (in particolare colossi del web) tanto promossa dall’amministrazione americana (chissà poi che ne pensano gli americani !?), che andrà a colpire in misura aggiuntiva del 15% gli utili delle multinazionali per evitare che queste possano trasferire la loro sede in stati o territori fiscalmente più favorevoli. Data di attuazione: entro il 2023. Di grosso c’è poi la questione daziaria, finalmente risolta, tra EU e US con la rimozione degli odiati ostacoli fiscali al commercio internazionale dell’acciaio di marchio trumpiano. Un occhio non poteva poi essere che dedicato al Covid e all’impatto sull’economia globale che questo ha avuto. Su questo punto l’impegno assunto è stato quello di procedere a ritmo spedito con le vaccinazioni, per centrare l’obiettivo del 70% della popolazione globale vaccinata alla fine della prima metà del 2022. Super rilevante, infine, anche se ci riguarda meno da vicino, è l’intesa anglo-francese per la riduzione dell’escalation, che stava prendendo piede nelle acque marittime, per questione legate al diritto di pesca, per una risoluzione ulteriore dei conflitti post-brexit.

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