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sabato 23 gennaio 2021 | ore 17:39

‘Twitch’ e ‘jumpscare’

I ragazzi delle scuole medie mi dicono di giocare ai videogiochi “per conoscere nuovi amici” o “per passare del tempo con gli amici”.
Rubrica 'Comunicarè' - Giocatore di videogiochi online

Se penso ai videogiochi, grande novità tecnologica per noi figli degli anni ‘80, penso alla console SEGA, a Super Mario e a Pacman, allo schermo nero della tv colorato di pixel enormi dai toni sgargianti e fluorescenti, al Game Boy che era grande come un attuale tablet ma spesso come una Kinder Fiesta e alle cassettine da inserire sul retro. Penso a quando, con gli amici, ci si scambiava e prestava le cassettine, per provare il nuovo gioco acquistato dal compagno di classe o dal vicino.

Ora è tutto diverso. I ragazzi delle scuole medie mi dicono di giocare ai videogiochi “per conoscere nuovi amici” o “per passare del tempo con gli amici”, a quella debita distanza (e con uno schermo di mezzo) che in questi tempi di covid-19 non guasta. Ebbene, anche questo è potere di internet: ai videogiochi ci si gioca connessi, online, sfidando amici e potenziali tali, in tempo reale. Non solo: si può anche assistere in diretta alle gare altrui, come se fossero una serie tv.

Twitch: partite ai videogiochi in live streaming
Twitch è una piattaforma di live streaming di proprietà di Amazon che trasmette in diretta partite ai videogiochi. Si tratta del canale ufficiale di trasmissione delle competizioni di eSports, ovvero la trasposizione virtuale di vari sport. Prima che il campionato di Formula 1 e di Moto GP fossero riorganizzati e ripensati in funzione pandemia mondiale e prendessero il via, le federazioni ufficiali avevano dato inizio a dei campionati alternativi via videogiochi, disputati sia da giocatori professionisti degli eSports, sia da motociclisti e piloti quali Charles Leclerc, Carlos Sainz, Marc Marquez e Fabio Quartararo.

La piattaforma Twitch fa registrare numeri da capogiro: circa 15 milioni di utenti attivi giornalieri in tutto il mondo. Funziona come un social: è possibile aprire un proprio profilo sulla piattaforma, avere follower e interagire tramite chat. Qualche mese fa, ha fatto sorridere il siparietto tra il pilota Ferrari Leclerc e la sua fidanzata Giada, rimasta chiusa fuori casa durante un’intensa sessione del monegasco a un videogioco di rally. La ragazza, per farsi aprire, ha dovuto contattare Charles proprio attraverso la chat di Twitch.

Jumpscare: sì o no? Il dilemma del videogiocatore
Sono sempre di più gli amanti del genere videogioco horror e tra di essi il dilemma è: jumpscare, sì o no? Il termine inglese è traducibile in italiano come ‘salto (jump) di paura (scare)’ e indica uno dei più vecchi espedienti dei film horror: introdurre un elemento o un evento improvviso e inaspettato che fa spaventare lo spettatore.

Nei videogiochi, anche non necessariamente horror, si trova spesso fin dalle origini: dalla comparsa a sorpresa di aggressivi antagonisti di Lara Croft in Tomb Raider, fino agli zombie a tradimento di Resident Evil. Da dove nasce il contendere sul jumpscare? Molti aficionados dei videogiochi ritengono che se ne faccia spesso un uso sconsiderato e inutile. Inoltre, si tende a preferire un videogioco che crei un’atmosfera tesa e nervosa, che tenga il giocatore sempre sulle corde: una musica ipnotica e ansiogena, ambientazioni tetre e paurose. Perché per molti anche i videogiochi sono opere d’arte paragonabili al cinema o al teatro. Per alcuni sarebbero l’ultima forma d’arte conosciuta. Quel che è certo è che si tratta di un fenomeno ormai radicato e di una forma di intrattenimento che, nelle giovani generazioni, trova maggior presa della tv o della radio.

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